martedì 18 dicembre 2007

Camorra, colpo alle cosche


E' finita la latinanza di Edoardo Contini, uno dei capi più influenti della camorra. E' stato fermato dalla polizia a Casavatore, nel Napoletano, la terra dov'era nato e dove governava il traffico di stupefacenti e ricavava forti guadagni dall'estorsione. Era uno dei trenta malviventi più pericolosi ancora in libertà. Condannato a vent'anni di reclusione, era fuggito nel novembre del 2000 dopo che per la seconda volta era stato scarcerato per decorrenza dei termini. "Un farabutto che abbiamo tolto dalla circolazione", ha commentato a caldo il ministro della Giustizia Clemente Mastella. Ottimista dopo l'arresto di Bernardo Provenzano, del suo erede Salvatore Lo Piccolo e di Daniele Emmanuello ad Enna, il ministro dell'Interno Giuliano Amato ha annunciato che "molto presto seguiranno altri arresti: a Napoli, come in Sicilia e in Calabria". Contini viveva in un modesto appartamento che una vedova e i suoi cinque figli gli avevano dato in affitto un anno fa perché potesse sfuggire alla polizia. Non usciva mai Contini; non usava il telefono, né internet. In casa non aveva armi. Per non far sorgere sospetti, gettava gli abiti sporchi piuttosto che mandarli in tintoria. Preferiva non vedere i famigliari che mettere gli agenti sulle sue tracce. L'ultima volta che ha abbracciato la moglie Maria Aiata - cognata del boss Francesco Mallardo - è stato a Natale dello scorso anno. Comunicava con i suoi affiliati attraverso i pizzini come facevano il boss dei boss Provenzano o Daniele Emmanuello, ucciso la settimana scorsa mentre fuggiva dopo aver ingoiato un pezzettino di carta con l'ordine da indirizzare ai complici. Con i pizzini, Contini gestiva durante la latitanza un vero e proprio impero economico sostenuto dalle alleanze con altri esponenti delle organizzazioni criminali campane. Gli agenti ne hanno trovato parecchi di pizzini nell'appartamento di Contini e adesso sono al lavoro per decifrarli.


All'arrivo della polizia, il boss ha tentato un timido tentativo di fuga dal balcone, ma poi ha confermato la sua identità e si è fatto ammanettare. E' stato tradito da una conversazione sul cibo intercettata dagli agenti. Alla vedova che lo ospitava, Contini elencava il menu della settimana e le consigliava come preparare i piatti che gli piacevano di più. Per anni Contini ha costituito il "cartello" camorristico "Alleanza di Secondigliano" con il clan Mallardo e la cosca dei Licciardi. Fu catturato nel 1990, condannato e scarcerato due anni dopo per decorrenza dei termini. Nel Capodanno del '94 fu sorpreso a Cortina D'Ampezzo mentre festeggiava il nuovo anno e riportato in carcere ma ci rimase solo sei anni: scarcerato ancora una volta per decorrenza termini. Cinquantadue anni, soprannominato "o Romano", Edoardo Contini è considerato il capo indiscusso dell'omonimo clan camorristico operante nei quartieri San Carlo, Vasto, Mercato e Poggioreale di Napoli. Dalla magistratura è stato condannato per il delitto di associazione mafiosa, nell'ambito di un'inchiesta che delineò l'esistenza dell'alleanza tra il clan Contini e le cosche di Vincenzo Licciardi e dei fratelli Francesco e Giuseppe Mallardo, egemoni nelle estorsioni, nello spaccio di droga e nelle scommesse clandestine.

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SVOGATEVI CON QUESTI CAZZO DI CAMORRISTI,VOGLIO SENTIRLE E VEDERLE DI TUTTI I COLORI