martedì 18 dicembre 2007

Ecco tutti i pentiti che lo accusano








Tanti racconti, profili tratteggiati
anche in modo diverso. Ma su
una cosa sono concordi i diversi pentiti
che hanno puntato il dito contro
il padrino Edoardo Contini: è un boss
scaltro e abile nel moltiplicare il denaro.
Tutti collaboratori di giustizia
che hanno parlato di lui perché lo conoscevano.
Nessuno degli affiliati al
gruppo di rione
Amicizia, infatti, si
è mai pentito per
cui si può affermare
che il clan Contini
non ha mai
prodotto “gole
profonde”. Il primo
a parlare di Contini come uno dei
“pezzi da novanta” della Nuova Famiglia
fu, agli inizi degli anni Novanta,
l’ex boss di Piazzolla di Nola Carmine
Alfieri “’o ’ntufato”, che racconta
ai magistrati della Dda: «Il
gruppo di Mallardo agiva nel Giuglianese,
quello di Licciardi e Contini
in città, ma erano una cosa sola ed
erano impegnati in diverse attività
delittuose, tra cui il traffico di stupefacenti
e le estorsioni». Ancor prima
anche Pasquale Galasso, “delfino” di
Alfieri, aveva parlato del gruppo egemone
a Napoli: «Negli ultimi tempi,
tra gli altri, nella città di Napoli opera
il clan Licciardi-Contini-Mallardo
collegato, sin dall’epoca dello scontro
con i cutoliani, al clan Alfieri tramite
la mediazione di Enzo Moccia...».
Ma di Contini boss in continua ascesa
ha parlato per primo il boss di Miano
Costantino Sarno, pentito che poi
si è pentito di essersi pentito. «Posso
dire che Edoardo Contini all’epoca
non era nessuno - disse Sarno -, lui
faceva le rapine e solo successivamente
entrò a fare parte del nostro
gruppo. In effetti Edoardo Contini è
una mia creazione, dal momento che
fui io a salvarlo dalla morte che era
stata decretata da Luigi Giuliano, a
seguito di un contrasto, non mi ricordo
per quale motivo, che questi
ebbe con Ciro Mantice, che era a sua
volta spalleggiato da “’o romano”».
Anche Luigi Giuliano, ex “re” di Forcella,
ha parlato di Contini, ma lo ha
fatto solo nella prima parte della sua
collaborazione. Ha parlato per lo più
della partecipazione di “faccia d’angelo”
alla Nuova Famiglia nella guerra
contro Cutolo per riconquistare la
città. Poi, stranamente, non lo ha fatto
più continuando a puntare il dito
contro altri padrini, soprattutto Mazzarella
e Misso. Salvatore Stolder, poi,
ha raccontato del coinvolgimento di
Contini nell’omicidio dei fratelli Giglio,
per il quale è stato condannato
a 24 anni di carcere. «Al summit c’erano
Edoardo Contini, Patrizio Bosti,
Costantino Sarno. Fu proprio quest’ultimo
a farci ascoltare una cassetta
su cui aveva registrato la tortura
di Giglio: sentimmo le sue urla,
strazianti, la sua agonia, le sue bestemmie.
Urlava come un disperato
perché doveva rispondere alle domande
che gli facevano i suoi aguzzini...
». Anche altri collaboratori di
giustizia hanno parlato di Edoardo
Contini come un ras spietato in tempo
di guerra ma che allo stesso tempo
sapeva trovare anche accordi e
mettere pace quando c’era da farlo.
Tra loro anche Raffaele Giuliano “’o
zuì e Bruno Rossi “’o corvo”.

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SVOGATEVI CON QUESTI CAZZO DI CAMORRISTI,VOGLIO SENTIRLE E VEDERLE DI TUTTI I COLORI