giovedì 20 dicembre 2007

Il ras Lo Russo? Per i giudici non è pericoloso



Il boss dei “capitoni” Salvatore Lo Russo? Un
bravo ragazzo, un lavoratore. Lo dicono i giudici
del tribunale di Napoli, sezione misure
di prevenzione, nel respingere la richiesta
della sorveglianza speciale per l’erede di uno
dei più importanti clan dell’area nord di Napoli.
I giudici scrivono infatti che Lo Russo
non è «portatore di una concreta ed attuale
pericolosità sociale che legittimi l’adozione
della misura di prevenzione». Il provvedimento,
singolare per chi conosce la storia anche
recentissima della criminalità organizzata
partenopea, porta la data del 27 marzo
2007 ed è stato depositato in cancelleria il 7
maggio scorso. Pochi giorni dopo, esattamente
il 16 maggio, il capoclan Salvatore Lo
Russo (nella foto) viene arrestato su decreto
di fermo emesso dalla Direzione antimafia,
insieme a sei presunti gregari. I carabinieri
avevano messo microspie anche nello yacht
chiamato “Ellen” (e, del resto, quale onesto
lavoratore non si può permettere una barchetta
da tre milioni di euro ormeggiata a
Mergellina?). Proprio su quello yacht infatti,
secondo l’accusa, si tenevano i summit con
gli affiliati.
E del resto a Salvatore Lo Russo piace la
bella vita: San Remo, la Costa Azzurra, le migliori
spiagge di Ischia, il poker, i posti in tribuna
vip ai Gran Premi di Formula Uno. Con
i fratelli Mario, Vincenzo, Carlo e Giuseppe,
Salvatore Lo Russo è considerata capo di un
potente clan federato con l’Alleanza di Secondigliano,
che negli ultimi anni, attraverso
gli alleati Torino e Sequino, sta cercando
di mettere le mani sul centro storico del capoluogo
partenopeo.
Ma per i giudici del tribunale di Napoli
prove che il Lo Russo fosse ancora attualmente
pericoloso a tal punto da sottoporlo a
sorveglianza speciale non ce ne erano. Contro
il diniego del provvedimento, la Procura
presentò ricorso in appello, dove è tuttora
pendente. Nel frattempo Salvatore Lo Russo
si è visto pure scarcerare dal gip Amalia De
Simone, due giorni dopo il blitz di maggio.
Anche in quel caso, per il giudice non c’erano
abbastanza prove sia della sua pericolosità
sia dei gravi indizi di colpevolezza. Salvatore
Lo Russo esce dal carcere e torna alla
vita di sempre. E riparte per una vacanza in
Costa Azzurra. Ma la Dda non si arrende.
Contro il provvedimento del gip parte un altro
ricorso, firmato dal pm antimafia Sergio
Amato. Proprio oggi la sesta sezione della
Cassazione deve decidere se il fermo di Lo
Russo andava convalidato o meno.
Intanto, però, la Procura ha continuato a
raccogliere prove contro il ras di Miano. In
particolare la Dda ha collezionato una serie
di dichiarazioni importanti da parte del pentito
Giuseppe Misso junior, nipote del ras della
Sanità Peppe Misso “’o nasone”. Per Misso
è stato proprio Lo Russo la vera mente dei
tre faide di camorra, alla Sanità, a Scampia e
ai Quartieri. E avrebbe così ispirato oltre 200
omicidi. Scatta perciò un altro blitz che riporta
in cella Salvatore Lo Russo ed il nipote
Raffaele Perfetto. Stavolta c’è l’ordinanza
cautelare firmata dal gip Giuseppe Ciampa,
che viene confermata anche dal tribunale del
Riesame. Nell’ordinanza si riporta anche un
verbale di Misso junior con molti “omissis”
in cui si accenna al ruolo di informatore della
polizia tenuto per molti anni da Salvatore
Lo Russo, delle sue amicizie influenti negli
ambienti di polizia, nelle sue soffiate per far
arrestare pezzi grossi del crimine. Si fa cenno
anche a personaggi della questura di Napoli.
Era il 30 agosto scorso. Passano solo tre
giorni da quando questi atti sono diventati
pubblici ed ignoti entrano nella stanza del gip
De Simone e portano via l’hard disk del computer,
dove erano contenute numerose richieste
di intercettazioni della Dda nelle indagini
scaturite dalle dichiarazioni di Misso
su Lo Russo. Un personaggio attorno a cui si
addensano molte ombre. A cominciare dal
fatto che nessun investigatore, fino al marzo
scorso, aveva steso relazioni sul suo tenore
di vita, sui suoi yacht e sulla sua pericolosità
sociale: tanto che per i giudici si trattava di
un onesto lavoratore come tanti.

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SVOGATEVI CON QUESTI CAZZO DI CAMORRISTI,VOGLIO SENTIRLE E VEDERLE DI TUTTI I COLORI