venerdì 21 dicembre 2007

Ucciso emergente degli scissionisti



Quattro colpi di pistola, di cui uno
alla testa da distanza ravvicinata,
hanno stroncato la vita ieri sera a un
23enne pregiudicato di cupa Capodichino
che negli ultimi tempi secondo
gli investigatori si era avvicinato
agli “scissionisti” dal clan Di
Lauro. Ma l’ipotesi che l’agguato
rientri nel post-faida lascia abbastanza
perplessi poliziotti e carabinieri
impegnati nelle indagini, i quali
piuttosto ritengono più probabile
uno “sgarro” in quegli ambienti. In
ogni caso, Giuseppe Moliterno è stato
attirato in una trappola: era fermo
su un motorino quando sono arrivati
i sicari che l’hanno giustiziato.
Aveva soprattutto precedenti per
reati contro il patrimonio: inoltre,
una sola volta era stato denunciato
per ami mentre mai era finito nel mirino
per associazione camorristica.
Erano le 19 in cupa Cardone a Secondigliano,
una strada di confine
tra la Masseria Cardone, sotto l’influsso
del clan Licciardi, e il rione
Monterosa, sotto il controllo degli
“scissionisti” (gli Amato-Pagano secondo
l’ultima mappa sulla camorra).
Giuseppe Moliterno è giunto in
sella a un motorino “Sh” di un conoscente
e si è fermato ad attendere
qualcuno: la strada è abbastanza isolata
e l’unico motivo plausibile doveva
essere quello. Nessuno può sapere
quanto tempo si sia trattenuto
prima che gli amici attesi si materializzassero
invece sotto forma di
nemici: due anch’essi in sella a un
“due-ruote”. La sentenza di morte è
stata eseguita in pochi secondi. Il
tempo per gli assassini di fare fuoco
a ripetizione e centrare prima al torace
e poi alla testa Giuseppe Moliterno,
da distanza ravvicinata a giudicare
dai fori dei proiettili. La sua
agonia al massimo è durata pochi secondi,
ha detto successivamente il
medico legale. E infatti, quando sono
arrivati i primi soccorritori, per
lui nulla più c’era da fare. L’allarme
era scattato in seguito a una telefonata
anonima giunta al 113 della
questura. Sul posto in pochi minuti
si sono precipitati i poliziotti della
squadra Omicidi della Mobile della
questura (con il vice questore Pietro
Morelli, che dirige la sezione), i colleghi
dei commissariati Scampia e
Secondigliano e i carabinieri del Reparto
operativo e della compagnia
Stella. Le indagini dell’omicidio sono
coordinate dalla procura antimafia,
a dimostrazione che non ci sono
dubbi sulla matrice dell’agguato. Sono
scattati perquisizione e controlli
sia negli ambienti di mala degli
“scissionisti” che in quelli dei Di
Lauro, ma per adesso non viene seguita
molto la pista della ripresa della
nuova fase della tremenda guerra
di Secondigliano. Giuseppe Moliterno,
nonostante la giovane età, era
conosciuto dagli investigatori e
qualche volta nel recente passato era
stato notato in compagnia di esponenti
del clan Amato-Pagano (o anche
“spagnoli”). Ma la zona in cui è
avvenuto l’agguato, lontana da casa
sua e sotto l’influsso proprio degli
“scissionisti”, fa pensare più a uno
“sgarro” che non ad altro. Anche se
a priori non si può escludere l’ipotesi
di un attacco dei “dilauriani” a
una nuova lega dell’organizzazione
rival

Nessun commento:

Posta un commento

SVOGATEVI CON QUESTI CAZZO DI CAMORRISTI,VOGLIO SENTIRLE E VEDERLE DI TUTTI I COLORI