giovedì 20 dicembre 2007

UN PUB BRASILIANO COSTRUITO PER IL BOSS


Un pub ad Arzano da ristrutturare tutte a spese della ditta che stava operando i lavori. Anche questo era un modo, secondo la Procura, di estorcere soldi. A sfruttare questa situazione era Pasquale Quotidiano detto “kalibù”. L’episodio da cui scaturiscono le operazioni d’intercettazione dell’utenza cellulare dell’imprenditore taglieggiato era da ricondursi alla presenza dello stesso all’interno di un locale in via di ristrutturazione riconducibile proprio a Pasquale Quotidiano. Singolare, infatti, era la circostanza per cui l’imprenditore all’atto del controllo del personale operante era intento a rilevare le misure interne dell’esercizio, senza avvalersi di collaborazione alcuna, tanto da farlo ritenere vittima e succube del sodalizio criminoso in argomento. Infatti, nel corso delle intercettazioni venivano registrate una serie di conversazioni tra l’imprenditore edile e gli appartenenti al clan riferibili a lavori di rifacimento del locale, che nelle intenzioni del Quotidiano sarebbe dovuto diventare un disco-pub in stile brasiliano. Le conversazioni intercettate davano esatta misura dell’interessamento dell’imprenditore nei lavori di riadattamento del locale e del suo impegno per portare a termine i lavori nel minor tempo possibile senza mai per altro parlare dell’ammontare, anche approssimativo, dei lavori all’interno della struttura, tanto da far ritenere che quest’ammontare non sia stato mai quantificato e che in realtà all’imprenditore, che al momento non stava effettuando lavori all’interno del quartiere di Bagnoli, fosse stato estorto il rifacimento del locale. Circostanza poi confermata da elementi investigativi. L’ammontare dei lavori era di oltre 15mila euro, cifra questa mai sborsata. Che la ristrutturazione in parola fosse in qualche modo legata a degli affari illeciti, trovava inequivocabile conferma in una conversazione intercorsa tra l’imprenditore ed un suo collaboratore successivamente individuato in un ingegnere. Nella conversazione del 10 dicembre del 2004, infatti, l’imprenditore edile parlando con il collaboratore, ne subiva le pesanti lamentele in ordine allo smarrimento di alcuni documenti ritenuti particolarmente importanti e compromettenti. Questa documentazione era stata successivamente ritrovata da alcuni militari della stazione dei carabinieri di Bagnoli, che a loro volta avevano rintracciato il professionista per la riconsegna. L’ingegnere si lamentava del fatto che l’imprenditore smarrendo quei documenti poteva far finire «la gente in galera», ma l’imprenditore ribatteva che i documenti erano stati smarriti da «quegli amici la’.. capisci a me…» alludendo al gruppo del Quotidiano. L’ingegnere incalzava l’imprenditore precisando che dentro c’era anche un “foglietto”, ottenendo però una risposta rassicurante in quanto secondo l’imprenditore i Carabinieri non si erano accorti di nulla.

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