lunedì 11 febbraio 2008

BOTTE A PIPPOTTO: APERTE DUE INCHIESTE


La quinta Corte d’Assise di Napoli ha inviato gli atti del processo a carico di Pasquale ed Antonio Palma, accusati di aver partecipato all’omicidio dell’edicolante Salvatore Buglione, alla Procura di Napoli e alla Procura di Roma. Nel primo caso è stato aperto un fascicolo d’indagine per violenza privata, per ora contro ignoti, dopo le denunce degli imputati di aver avuto botte durante gli interrogatori che sono seguiti agli arresti. Violenze consumatesi in un commissariato di polizia e attuate dagli agenti che poche ore prima gli avevano stretto le manette ai polsi. L’altra indagine aperta a Roma, che è competente per tutte le indagini dove sono coinvolti magistrati napoletani, è stato aperta contro lo stesso Pippotto per il reato di calunnia contro i pm che hanno coordinato il lavoro investigativo. D’Andrea in aula ha affermato che la colpa del «trattamento subito negli interrogatori era colpa dei magistrati che hanno raccontato il falso». Nella penultima udienza in Corte d’Assise si era presentato proprio quel Pippotto che qualche mese prima era stato condannato all’ergastolo nonostante avesse scelto il rito abbreviato, ed iniziò a sparare a zero contro chi lo aveva arrestato. Raccontò di essere stato torturato, di essere stato abusato dalle forze dell’ordine. Lo fece davanti alle telecamere della trasmissione Rai “Un giorno in Pretura” e davanti ad un’aula affollatissima del Tribunale. «Sono stato picchiato e legato, poi sono stato torturato e ancora mi hanno messo un imbuto in bocca e mi hanno fatto bere acqua e sale ». Racconti da film dell’orrore ma che vanno tutti ovviamente verificati nel corso dell’inchiesta aperta dalla Procura. «Io non ricordo niente di quello che ho detto quella notte e ritratto tutte le accuse che ho fatto». Poi fu la volta di Antonio Palma che invece si avvalse della facoltà di non rispondere. Per lui parlò la moglie. In lacrime e pallida riferì alla Corte che suo marito il giorno dell’arresto sarebbe stato violentemente picchiato e che a riprova ci sarebbero i vestiti che quel giorno indossava. «Una tuta con degli schizzi di sangue e una maglietta bianca con delle orme. Se volete fare luce su quanto accaduto guardate quei vestiti», ha detto. Allora la Corte si è ritirata in camera di consiglio, è riuscita ed ha emesso l’ordinanza: quei vestiti vanno visionati. Allora la donna uscì dall’aula, prese una busta e mostrò alla Corte quella tuta e quella maglia che aveva poco prima descritto. Infine fu la volta di Pasquale Palma (l’unico ad essere stato assolto). Lui raccontò che il giorno dell’omicidio era con la moglie e i genitori della moglie a guardare una casa che avrebbero voluto prendere in affitto: quell’alibi ha retto. Per quell’efferato delitto consumatosi in via Pietro Castellino sono stati condannati a 23 anni Antonio Palma, all’ergastolo Domenico D’Andrea, a 10 anni in secondo grado il minorenne del gruppo mentre è stato assolto Pasquale Palma, l’uomo ha anche lasciato il carcere. I tre probabilmente non avevano programmato quella rapina. Passarono di lì e notarono quell’edicola ancora aperta. Fu in quel momento che agirono. Uno di loro estrasse un coltello e colpi al fianco Domenico Buglione lasciandolo al suolo agonizzante. Quell’omicidio scosse Napoli. L’edicolante Sasà lo conosceva tutta l’Arenella. Era un dipende comunale e la sera, dopo il lavoro aiutava la moglie nell’edicola di via Pietro Castellino.

10 commenti:

  1. la legge fa skifo la legge è in giusta lo stato è la rovina del nostro paese noi siamo cs a napoli xkè siete voi ke c'e lo rendete qst 43 ragazzi sn innocenti è voi ke fate abbuso di potere ma vergognatevi ke i primi squallidi siete voi...invece di condannare qst 3 innocenti andate a vedere ki violenta bambini fate pena viva la loro libertà nn sn stati loro..

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  2. e uno squallore condannare tre ragazzi senza prova senza dna senza niente dove sono questi testimoni xke nn sono mai usciti sui processi al pm ke ha condannato i ragazzi xke cosa ai contro ai paura ke esce a galla la verita' ke sei un corrotto x questo li ai condannati

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    1. E INTANTO PERò PER CONDANNARE I POLIZIOTTI LE PROVE LE VOGLIONO E COME..MA COME SI FA A DIMOSTRARE UNA COSA SUCCESSA CON TESTIMONI CHE SONO GLI STESSI AGUZZINI DEI RAGAZZI...DOVREBBERO METTERE LE TELECAMERE ABNKE NELLE CASERME..PERCHè L'AVVOCATO è STATO KIAMATO SOLO DOPO 12 ORE

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  3. IL VERO ASSASSINO è ANCORA LIBERO PER LE STRADE DI NAPOLI O FORSE SE NE SBATTE ALLA FACCIA NOSTRA KE STIAMO SOFFRENDO MA SAPPI UNA COSA TU KE HAI VISTO E HAI PREFERITO TACERE SEI PIù ASSASSINO DI LUI PERKè HAI CONTRIBUITO A DISTRUGGERE ANKE LA NOSTRA VITA KE STIAMO SOFFRENDO PER QUESTA TRAGEDIA KE STIAMO SUBENDO LIBERTà PER ANTONIO DIEGO E MIMMO SIETE INNOCENTI E LO DIMOSTREREMO PROMESSO!!!!!

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  4. IO D'ANDREA PASQUALE FRATELLO DI D'ANDREA DOMENICO ALIAS PIPPOTTO VOGLIO DIRE A TUTTI QUELLI CHE RAPPRESENTANO LO STATO CHE FATE (SCHIFO)SIETI DEI BASTARDI CHE SENZA UNA MINIMA TRACCIA AVETE FATTO CONDANNARE A MIO FRATELLO A UNA PENA DI FINE MAI A SOLO 22 ANNI COME SI FA,LO AVETE MALTRATTATO LO AVETE LEGATO E MASSACRATO E FATTO BERE ACQUA E SALE IN BOCCA,IO CHE IL GIORNO 16/09/2006 SONO STATO TUTTA LA NOTTE A CERCARE A MIO FRATELLO E SONO ANDATO ANCHE ALLA QUESTURA MEDINA CHE MI ANNO RISPOSTO (NO TUO FRATELLO LO ABBIAMO LASCIATO OGGI) E IO NN SAPENDO CHE MIO FRATELLO LO STAVANO MASSACRANDO PRP LI....SOLO PER FARGLI ACCUSARE UN REATO CHE NN ERA SUO SIA A LUI CHE I FRATELLI PALMA SONO STATI MASSACRATI...VOGLIO DIRE A TUTTI QUELLI CHE LEGGERANNO QUESTO PASSATEVI LA MANO PER LA COSCIENZA E FATEVI AVANTI CHI SA QUALCOSA CHE LO SAPETE BENE CHE NN SONO LORO I COLPEVOLI.....LA LEGGE E UNO SCHIFO VERGOGNATEVI......

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  5. la mano per la coscienza? voi parlate di questa cosa che non avete mai avuto, sono 2 assassini e la devono pagare...sappiamo tutti l'etichetta dei 2 sottoscritti! hanno ammazzato un uomo lavoratore e onesto..vergogna...è il minimo!!!non vogliamo più assassini ma soprattutto gente crudele che camminano per le strade di napoli...vogliamo la sedia elettrica per assassini etc etc

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  6. Siete dei napoletani di merda!!!!!!!!!!!

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  7. non posso sapere come sono andate le cose ma ho visto il processo in tv e devo dire che il quadro probatorio è un po' carente. Pippotto viene portato in caserma e confessa di aver partecipato alla rapina con i tre fratelli palma, accusando il più piccolo del colpo inferto all'edicolante. I tre fratelli vengono fermati e portati in caserma. Lì antonio palma confessa.
    Sia antonio che pippotto ritrattano. Il processo assolve uno dei fratelli palma (pasquale). Ora mi chiedo, in un processo dove non v'è traccia dell'arma del delitto, dell'auto con i cui i malviventi hanno compiuto la rapina e di possibili prove scientifiche (dna, impronte digitali ecc..), come può essere stato ritenuto credibile il pippotto il quale dappriam aveva dichiarato di aver rapinato l'edicola in compagnia dei tre fratelli e poi la corte ne ha assolto uno poichè munito di alibi riscontrato. Facciamo luce su questa storia perchè noi cittadini onesti dobbiamo sapere realmente chi ha ucciso un lavoratore perbene.

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  8. CARO FRATELLO D'ANDREA,TUO FRATELLO PIPPOTTO è SOLO UN ASSASSINO DI BRAVA GENTE CHE SI SVEGLIA LA MATTINA X ANDARE A LAVORARE E QUINDI DEVE MORIRE IN CARCERE PIAN PIANO E SOFFRIRE COME UN CANE,E RICORDATI E SOLO UN ASSASSINO DI BRAVA GENTE DI LAVORATORI E NON HA LE PALLE XCHE' SE AVEVA LE PALLE SI AFFILIAVA AD UN CLAN COSI SE LA VEDEVA CON GENTE MALVAGIA COME LUI,E FACILE FARE GLI ASSASSINI CON PERSONE CHE SI SVEGLIANO ALLE 5 DEL MATTINO NON VOGLIONO AVERE PROBLEMI E VIVERE LA LORO VITA FELICE ANCHE CON POCO,QUINDI NON FARE IL PER BENE TU E QUELLA LOTA DI TUO FRATELLO CHE HA SEMPRE FATTO QUESTO SIN DA QUANDO AVEVA 12 ANNI CIOE' RAPINARE E -ACCORTELLARE SPESSO- BRAVA GENTE.IO SPERO SOLO CHE SOFFRA COME UN CANE E CHE VIENE MALTRATTATO TUTTI I GIORNI FINO ALL'ULTIMO GIORNO DELLA SUA VITA DI MERDA.
    -----NO ALLE RAPINE-----

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SVOGATEVI CON QUESTI CAZZO DI CAMORRISTI,VOGLIO SENTIRLE E VEDERLE DI TUTTI I COLORI