sabato 25 ottobre 2008

Così alle “Iene”: «Stato assente, quartiere in mano ai clan»


La settimana scorsa “Le Iene”, la popolare trasmissione di
Italia Uno, aveva mandato in onda un’intervista ad un prete
anticamorra che denunciava la più totale assenza dello Stato nel
quartiere dove svolge il servizio pastorale. Malgrado il volto sfocato
c’era voluto poco per capire che quel prete era don Aniello
Manganiello, parroco di Santa Maria della Provvidenza. Lui che non
si è mai tirato indietro dalla sfida verso la criminalità organizzata,
dall’altare, nelle strade come dai giornali o in tv, ha ricontattato la
redazione del programma Mediaset. «Perché mi avete coperto la
faccia?» ha detto il sacerdote al telefono. Giulio Golia allora ha
deciso di incontrarlo di nuovo, stavolta senza alterare le sue
sembianze. Ne è nato un tour nel rione Don Guanella con la
telecamera al seguito. Una passeggiata tra le piazze dove si spaccia
alla luce del sole. Una visita al mercatino dove i clan continuano ad
imporre il pizzo. Al giornalista il religioso ha illustrato le dinamiche
che caratterizzano i business della malavita: il cavallo di ritorno, lo
smercio di stupefacenti protetto da giovani sentinelle, l’imposizione
del racket agli ambulanti, il ruolo delle donne pronte a scendere in
strada anche contro le forze dell’ordine per difendere i mariti dai
blitz, il sostentamento alle famiglie dei detenuti. Una testimonianza
choc che ha fatto scattare le minacce.