mercoledì 29 ottobre 2008

Delitto Verde, Torino chiamato in aula


Ad ogni udienza il dolore si rinnova concente. Duro, impenetrabile. È quello che provano i genitori di Gelsomina Verde ogni lunedì quando si celebra il processo a carico di Cosimo Di Lauro (nella foto), imputato di essere il mandante dell’omicidio della loro figlia. Ieri sono stati esaminati due investigatori che hanno fatto luce sulle indagini che hanno poi portato la Procura di Napoli a chiedere l’arresto per il “rampollo” di casa Di Lauro. Ieri il pubblico ministero della Dda, Stefania Castaldi, ha chiesto alla Corte che nella prossima udienza sarà ascoltato Emiliano Zapata Misso e Salvatore Torino. I due sarebbero a conoscenza per averlo appreso in carcere e per i vicoli del quartiere, del perché Cosimo Di Lauro, sarebbe il mandante del delitto. Poi la Procura ha già annunciato che chiederà un 507, ovvero una prova aggiuntiva che dovrà riferire su alcune circostanze. Potrebbe trattarsi di Sergio De Lucia o anche di uno dei Prestieri, Tommaso o Antonio. Potrebbe essere questo l’asso nella manica per ottenere la condanna del rampollo della cosca del clan Di Lauro. Entro dicembre il processo dovrebbe terminare. Cosimo Di Lauro è assistito dagli avvocato Vittorio Giaquinto e Saverio Senese.