mercoledì 29 ottobre 2008

Forcella, ecco le 82 condanne


La sentenza è arrivata poco prima
di mezzanotte, ma fuori al carcere
di Poggioreale sembrava pieno
giorno. In 200 tra parenti e amici
hanno aspettato fuori all’aula
bunker del carcere per sapere la
decisione del gup. Dei 114 imputati,
tutti di Forcella, 28 sono stati
assolti. La lettura della sentenza
è stata seguita da momenti di
tensione. Il pm della Dda, Alfonso
D’Avino, lo stesso che un anno fa
fece “piazza pulita” di ciò che restava
degli ultimissimi avamposti
del clan Giuliano a Forcella e
spazzato via i ras dei Mazzarella,
ha dovuto aspettare che la folla di
parenti si allontanasse prima di poter uscire. La notizia delle pesanti condanne
ha fatto il giro del quartiere ed in pochi minuti si sono radunate più di 200
persone. Tra le assoluzioni, compaiono i nomi di Ciro Guglielmo Figaro, difeso
dall’avvocato Sergio Cola, Maria Avagliano, Biagio Saltalamacchia, Raffaele
Solla, Anna Orbinato, Giuseppe Macor, Giuseppe Esposito, Filomena. Assolto
da tutti i capi di imputazione anche Pietro Moccardi, difeso dall’avvocato
Leopoldo Perone. L’impianto accusatorio del pm D’Avino ha retto completamente.
Inferti più di mille anni di carcere. Tra le condanne, 16 anni a Marianna
Giuliano (nella foto), 28 anni a Michele Mazzarella, 18 anni a Francesco
Anaclerio, 15 anni a Giuseppe Buonerba, 12 a Salvatore, 16 a Salvatore Aprea.
La sentenza è stata pronunciata dal gup Carlo Modestino poco prima di mezzanotte.
La requisitoria del pm è durata tre ore per spiegare al giudice per le
udienze preliminari di Napoli il quadro accusatorio che ha sostenuto l’emissione
di una mega-ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere
oltre 200 persone facendo piazza pulita di ciò che restava degli ultimissimi
avamposti del clan Giuliano a Forcella e spazzato via i ras dei Mazzarella. La
camera di consiglio è durata molte ore. Il pm aveva chiesto 1.500 anni di reclusione
per 114 imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Secondo l’accusa
è la droga, il controllo delle sostanze stupefacenti, a piegare sotto il peso
della criminalità la città. Per questo arrestare in un solo colpo 126 tra boss, gregari
e spacciatori, equivale a fare “piazza pulita” di ciò che resta della criminalità
nel centro della città. Duecentodue ordinanze di custodia cautelare
emesse nei confronti di chi, secondo la procura Antimafia e il pm Alfonso
D’Avino, che ha condotto le indagini per tre lunghi anni, rappresenta la nuova
camorra. Un passaggio di consegne obbligato dal clan Giuliano, dopo il
pentimento di tutti gli esponenti di primo piano, al clan Mazzarella.