domenica 26 ottobre 2008

Fulchignoni ucciso da Nunzio Di Lauro»


Sapemmo da componenti del clan Lo Russo che autore materiale era stato Nunzio Di Lauro per motivi di carattere personale». Il 30 ottobre 2007 Michelangelo Mazza, nipote del boss oggi pentito Giuseppe Misso, rilevò al pm antimafia Stefania Castaldi le confidenze ricevute nel tempo sull’omicidio di Domenico Fulchignoni: un 20enne incensurato di Secondigliano, figlio di persone per bene, che per ragioni d’amore si era imparentato con il ras dei Licciardi Pasquale Salomone. Il clan della Sanità nulla c’entrava con il delitto, ma il pentito si era informato trattandosi di un giovane legato in qualche maniera agli storici nemici della Masseria Cardone. Ecco le sue dichiarazioni, con la consueta premessa che le persone tirate in ballo devono essere assolutamente ritenute estranee ai fatti narrati fino a prova contraria. Tanto più se si tratta di notizie apprese “de relato”. «L’omicidio di Domenico Fulchignoni - ha sostenuto Michelangelo Mazza nel corso dell’interrogatorio - ci interessava direttamente perché era stata uccisa una persona vicina ai Licciardi (imparentato ma non affiliato, va sottolineato ndr), clan notoriamente nemico dei Misso perché responsabile della morte di mia zia Assunta Sarno. Quindi eravamo molto interessati a sapere chi avesse ucciso Fulchignoni per dargli, se necessario, il nostro appoggio. Sapemmo da componenti dei Lo Russo, ossia da Perfetto, Pompeo e da Quagliarella, che autore materiale era stato Nunzio Di Lauro per motivi di carattere personale. Io non chiesi altri particolari. A tale omicidio non vi fu alcuna risposta. Mi sembra che la vittima al momento dell’omicidio si trovasse a bordo di un’autovettura ». Domenico Fulchignoni era fidanzato con la figlia del ras Pasquale Salomone (assassinato a sua volta quest’anno). Il giovane per un furioso litigio la sera del 28 luglio 2006 entrò in rotta di collisione con un gruppetto di persone, più o meno della stessa età. I sicari agirono quasi d’impeto dopo la lite, anche se secondo gli investigatori passò un po’ di tempo: quello necessario per organizzarsi e procurarsi l’arma per sparare contro il 20enne. Gli si avvicinarono e gli esplosero contro un intero caricatore di pistola. Mancavano pochi minuti alla mezzanotte e la Mini Cooper della vittima stava percorrendo via Regina Margherita, a pochi metri dall’incrocio con via Petriccione, tra i quartieri di Secondigliano e Miano quando i killer in motocicletta, l’esecutore materiale e un complice, entrarono in azione. Avevano intercettato il bersaglio designato, del quale probabilmente conoscevano l’indirizzo di casa, seguendo l’autovettura per alcune decine di metri. L’omicidio fu consumato in un minuto circa. Gli assassini si affiancarono alla Mini Cooper e aprirono il fuoco con una pistola di grosso calibro. Una gragnuola di pallottole centrò il 20enne alla guida e così la corsa della vettura terminò contro il marciapiede. I sicari allora scapparono, seguiti da un’auto con a bordo altri malviventi che evidentemente avevano il compito di proteggere loro le spalle. L’amico di Fulchignoni, che era con lui in macchina e che nessun aiuto concreto potette fornire agli investigatori non avendo visto nulla di utile, soccorse il ferito trasportandolo all’ospedale San Giovanni Bosco. Ma inutilmente: poco dopo avvenne il decesso.