giovedì 30 ottobre 2008

I CAMORRISTI E LA LORO FEDE CRISTIANA




No e' sicuramente una leggenda,invece il fatto che RAFFAELE CUOLO abbia piu'volte manifestato la propria fede cristiana.Nella storia della camorra ci sono moltissimi esempi di camorristi che si dicono cattolici,che non nascondono la loro devozione a un santo e che sostengono di dover dare conto solo alla giustizia divina.Nella casa di forcella dell'ex boss LUIGI GIULIANO era di bella mostra una madonna alta quasi un metro e mezzo adornata di oro e preziosi,con dediche e ringraziamente di grazie ricevute e di fioretti portati a termine.Mentre all'ingresso subito dopo aver attraversato il portone super blindato della villa del padrino di secondigliano PAOLO DI LAURO,faceva bella mostra un quadro settecentesco di san gennaro,dove venivano portati fiori freschi tutti i giorni.Carmine alfieri il super boss della nuova famiglia,al momento del suo arresto stringeva un rosario tra le mani,e chiese umilmente alle forze dell'ordine di non portalo via,lo tenne per tutto il tempo dell'arresto e forse anhe della detenzione prima di decidere di passare ha collaborare con la legge.Il suo braccio destro invece,PASQUALE GALASSO aveva fatto del suo covo da latitante una piccola chiesa,i primi fotografi che si intrufolarono nel rifugo bunker quasi credevano di trovarsi in una chiesa,'cera di tutto compreso un piccolo altare per pregare con candelotti in oro con incenso ancora fumante,forse il boss aveva finito appena di pregare per scongiurare la sua cattura.Tutt'altra cosa invece era il delfino di PAOLO DI LAURO,parliamo di LUCIO DE LUCIA detto cap'e'chiuov ammazzato l'anno scorso,lui sentiva il bisogno della fede in modo particolare,e non con quadri o ornamenti vari,lui si era fatto tatuare un grande volto di cristo dietro alla schiena.Oppure che dire di GENNARO LICCIARDI il fondatore dell'alleanza di secondigliano,che era iscritto addirittura a una piccola associazione della madonna dell'arco,e quando c'erano le funzioni religiose il boss si emozionava fino a cadere per terra tremante,ripagano la folla con banchetti e facendo la spesa ai piu' bisognosi.Nelle case di affiliati alla camorra di napolo e provincia non e' difficile trovare-e lo dimostra i bliz delle forze dell'ordine-su como' nelle camere da letto o all'ingresso dell'abitazione foto,quadri o statue di santi.Come se essere cattolici serva a a dare una sorte di rispettabilita' a persone che vivono nill'illegalia' e amano definirsi uomini di rispetto.Il 30 marzo del 1986 RAFFAELE CUTOLO si confessa a monsignor ANTONIO RIBOLDI,vescovo di acerra che con la sua azione pastorale e' diventato un simbolo della lotta della chiesa contro la malavita e la camorra.L'incontro avviene in una saletta riservata del carcere di bellizzi irpino dove cutolo e detenuto.Per gli inquirenti l'uomo di ottaviano e' gia' un capo indiscusso della camora napoletana,e le indagini sul suo clan,la temuta n.c.o. sono gia' numerose.La visita di don riboldi era stata chiesta dallo stesso cutolo qualche mese prima.L'incontro viene consentito da una serie di restrizioni e da autorizzazioni accolte da ben 18 magistrati.Don riboldi si apparta col professore e lo confessa dei suoi mille peccati,poi dopo quasi 2 ore esce con viso rassenerato e soddisfatto dall'incontro.I giornalisti all'uscita del penitenziario porgono mille domande a don riboldi,che in modo pacato e gentile risponde che non puo' dire cosa si e' parlato durante la confessione,ma dice solo che cutolo e' un uomo cambiato e pentito,poi gli scappa una confidenza,il professore alla fine della confessione gli stringe le mani e con occhi lucidi gli confessa' che e' stato il giorno piu' bello della sua vita incontrare un uomo di chiesa e di rispetto come lo e' don riboldi.