sabato 22 novembre 2008

Avvertimento per il ras Altamura


Tre colpi di pistola calibro 9, un marchio doc della camorra. Sono stati esplosi l’altra notte contro l’abitazione di Raffaele Altamura, componente del gruppo di mala di San Giovanni a Teduccio vicino ai Rinaldi e per anni in guerra con i Formicola, alleati dei Mazzarella. E proprio al clan del “Bronx” gli investigatori guardano per risalire al movente e agli autori del raid, compiuto poco prima dell’una in corso Protopisani. La polizia ha trovato i bossoli davanti all’ingresso della palazzina e un’ogiva sulla finestra dell’appartamento, all’interno del quale stava dormendo il presunto destinatario del messaggio criminale. Non è la prima volta che ignoti pistoleri fanno fuoco contro l’edificio di Raffaele Altamura. Un anno e mezzo fa, sempre di notte, si verificò un episodio molto simile: due giovani in sella a una motocicletta, secondo le vaghe ma coincidenti testimonianze sul punto, spararono senza colpire nessuno e con il chiaro intento di intimidire il bersaglio. È la stessa pista seguita ora dai poliziotti della squadra giudiziaria del commissariato San Giovanni-Barra, che hanno raccolto la staffetta delle indagini dai loro colleghi delle Volanti. Gli investigatori pensano soprattutto a vecchie ruggini per spiegare la sparatoria, non all’inizio di una nuova fase della guerra di camorra che insanguinò San Giovanni a Teduccio fino alla fine degli anni Novanta. In questo caso, Raffaele Altamura sarebbe stato preso di mira soltanto perché componente del gruppo con base sul corso Protopisani. Gli Altamura sono una famiglia decimata dalla camorra e dai “botta e risposta”. A capo c’era Luigi Altamura, vecchio contrabbandiere di sigarette. La morte per lui arrivò il 26 giugno del 1996 mentre era con il figlio Pasquale, anch’egli assassinato dai killer. Negli anni precedenti erano stati ammazzati altri due Altamura: Giovanni e Raffaele. Clamoroso fu l’agguato contro “zì Luigi”: era a bordo di una Y10, guidata dal congiunto, quando i sicari entrarono in azione davanti a decine di persone terrorizzate. Un inferno di piombo, una pioggia di proiettili che si abbattè sui due “bersagli”. Entrambi morirono all’istante. Un altro componente della famiglia Altamura salì alla ribalta delle cronache un mese dopo il raid costato la vita a Bernardo Formicola. Fu sottoposto a fermo per l’omicidio, dopo che le impronte digitali trovate sull’auto utilizzata dai killer erano “compatibili” con le sue. La polizia scientifica le aveva prese sullo specchietto retrovisore della vettura, abbandonata nei pressi del porto del “Granatello” di Portici. Il ras stava mangiando con due suoi amici in un ristorante vicino quando i killer fecero irruzione all’interno. Nell’area orientale di Napoli la malavita ha una caratteristica particolare, che la rende molto somigliante alla mafia siciliana: le vendette scattano anche a distanza di molti anni. Ma nel caso dell’altro notte, comunque, non si tratta di questo.