sabato 1 novembre 2008

Detenuta si impicca in cella con i lacci delle scarpe archivio


Si è tolta la vita nella cella del reparto osservazione sanitaria del carcere di Pozzuoli (nella foto), in quanto tossicodipendente, aprofittando del fatto che era rimasta da sola. La donna, una giovane immigrata di colore arrestata per spaccio di droga all’inizio del mese, ha fatto un cappio con i lacci delle scarpe e si è impiccata alle sbarre. Gli agenti dell’istituto di pena l’hanno trovata quando ormai era troppo tardi. È l’ennesimo suicidio che si consuma nelle carceri napoletane, dopo quelli a Poggioreale e a Secondigliano. La donna è morta lo scorso 4 novembre ma la notizie si è appresa solo ieri ed è stata confermata dai rappresentanti della polizia penitenziaria. «La situazione è veramente allo sfascio negli istituti di pena napoletani - ha detto Pasquale Montesano, segretario nazionale dell’Osapp -. D’altra parte la grave carenza di organico non permete di avere nelle carceri un controllo su tutti i soggetti che sono a rischio autolesionismo. Nei prossimi giorni la nostra organizzazione porrà in essere una serie di inziative per richiamare l’attenzione sul problema degli organici insufficienti». Intanto dal Dap fanno sapere che ammontano a poco più di 11 milioni di euro i lavori ristrutturazione che saranno eseguiti nei prossimi due anni nelle carceri italiano, tra cui anche l’istituto di Secondigliano, per il quale sono stati stanziati due milioni e mezzo di euro. Mentre sono conclusi o in fase di ultimazione i lavori per creare sezioni “ad hoc” da destinare ai detenuti in 41 bis (il cosiddetto “carcere duro”) nei penitenziari di L’Aquila, Spoleto e Milano Opera. I dati emergono dalla relazione semestrale che il Ministero della Giustizia ha inviato al Parlamento sullo stato di attuazione del programma di costruzione e di adattamento delle carceri.della sezione 41 bis.