martedì 25 novembre 2008

Droga e armi dei Gionta, preso 28enne

Una pistola a forma di telefonino, capace di esplodere quattro colpi calibro 22 a distanza ravvicinata, senza alcuna possibilità di errore. È un’arma al di fuori del comune quella che hanno rinvenuto e sequestrato i carabinieri del neonato gruppo territoriale di Torre Annunziata, guidato dal tenente colonnello Andrea Paris, nel corso di un articolato blitz al rione Penniniello. Uno strumento micidiale che non fa parte del catalogo nazionale delle armi. Un esemplare analogo è stato rinvenuto dalla polizia olandese durante un’operazione antidroga effettuata ad Amsterdam nel 2006. Nulla si sa relativamente al paese di fabbricazione che, come è emerso nella conferenza stampa tenuta dal capitano Luca Toti, comandante della locale Compagnia della Benemerita, tra i “motori” dell’ennesimo colpo assestato alla criminalità organizzata, rappresenta una novità assoluta. Il blitz è scattato nella tarda serata di ieri. Coinvolti, come di consueto, i militari del 10° Battaglione “Campania”, supportati dai loro colleghi del 131° Reggimento “Carri” di Persano, impegnato nei servizi di perlustrazione nell’ambito dell’operazione “Strade sicure”. Il bilancio finale è tra i più imponenti della storia recente dell’Arma, a conferma della bontà e della lungimiranza della scelta di rafforzare la presenza sul territorio. Mai, in così poco tempo, appena 40 giorni, il territorio era stato rivoltato da capo a fondo. Senza contare l’imponente operazione portata a termine, nelle scorse settimane dalla Polizia di Stato, che ha messo in ginocchio il clan Gionta, portando dietro le sbarre personaggi di primo piano e gregari. In manette è finito Luigi Gaito, 28 anni, incensurato. A suo carico sono tamenti tecnico-scientifici e per l’esaltazione di eventuali impronte dattiloscopiche e papillari. Espletate le formalità di rito e le operazioni di foto segnalamento, il 28enne è stato tradotto presso la Casa circondariale di Poggioreale, a disposizione dell’autorità giudiziaria. stati formalizzatele ipotesi di reato di ricettazione e detenzione illecita di armi comuni da sparo, da guerra e clandestine con relativo munizionamento, nonché di oltre cinque chilogrammi di stupefacente di vario tipo. Il personale dell’Arma, infatti, nel convergere in massa all’interno del rione, che è uno dei più impenetrabili, si accorgeva dei movimento sospetti di tre soggetti, i quali, alla vista delle auto con i colori istituzionali della Benemerita, si davano alla fuga entrando all’interno di un palazzo dopo aver caricato all’interno del portabagagli di un’autovettura “Opel Astra” Sw, intestata ad un trentaduenne di Pompei, denunciato in stato di irreperibilità, dei borsoni in tela. Quando gli inquirenti li hanno aperto è venuto fuori di tutto: circa cinque chilogrammi di hashish, suddivisi in cinquanta panetti; settecento grammi di cocaina, di cui una parte suddivisa in dosi; centodiciotto grammi di crak, già suddiviso in dosi; una pistola modello Cz calibro 9PB con due serbatoi, con colpo in canna; una pistola Beretta 83 F calibro 9 corto, con due serbatoi; una pistola “a forma di cellulare” cal. 22, comprensiva di 4 proiettili; tredici radio portatili Vhf; otto giubbotti antiproiettile; quattro paia di cuffie ed occhiali protettivi antinfortunistica; quindici tutine monouso e sei impermeabili; oltre duemila munizioni di vario calibro. La successiva perquisizione per blocchi di edifici permetteva di individuare uno dei tre fuggitivi, Gaito per l’appunto, la cui perquisizione domiciliare consentiva di rinvenire e sequestrare la somma contante di 8.580 euro ed un sistema di video sorveglianza a circuito chiuso con due microcamere ,a servizio della propria abitazione. L’autovettura, sequestrata, verrà sottoposta a rilievi del caso. Nel medesimo contesto operativo, all’interno in un contatore dell’elettricità di un palazzo attiguo a quello perquisito, i militari rinvenivamo un casco modificato con blindatura antiproiettile; due caschi omologati; diciotto grammi di cocaina, suddivisa in due pezzi; un “case” di un computer marca Acer. Le armi sono state inviate al Racis. di Roma per gli accertamenti tecnico-scientifici e per l’esaltazione di eventuali impronte dattiloscopiche e papillari. Espletate le formalità di rito e le operazioni di foto segnalamento, il 28enne è stato tradotto presso la Casa circondariale di Poggioreale, a disposizione dell’autorità giudiziaria.