venerdì 28 novembre 2008

Ucciso reggente del clan Feldi



Da autista e braccio destro
a luogotenente-reggente del
clan nel rione Berlingieri. Ma la
promozione di camorra non ha
portato fortuna ad Antonio Vizzaccaro,
40enne soprannominato
“Vito” o “Vituccio”, legato al gruppo
Sacco-Bocchetti-Feldi. Proprio
insieme ai tre fratelli ras del rione
Berlingieri (tutti e tre detenuti) era
stato notato insieme più volte in
passato e certamente la sua morte
nel corso di un agguato, alle 11
e 45 di ieri, è avvenuta in un contesto
camorristico. Ancora però gli
investigatori (come scriviamo a
parte) sono indecisi su quale delle
tre ipotesi puntare: un collegamento
con il ferimento dei minorenni
nel circolo di Secondigliano,
uno “sgarro” interno al suo cartello
malavitoso e la guerra con i Licciardi
della Masseria Cardone. Nel
frattempo controlli e perquisizioni
proseguono a ritmo serrato insieme
al lavoro d’intelligence.
Antonio Vizzaccaro abitava in via
Cardinale Capocelatro ed era libero
dal 2006, anche se il 21 ottobre
scorso la polizia gli aveva dato
un dispiacere notificandogli la
misura della sorveglianza speciale.
Ieri era uscito di casa e da solo
aveva raggiunto in motorino via
dello Stelvio, dove si è incamminato
dopo averlo parcheggiato. I
sicari, due in sella a uno scooter
secondo alcune vaghe ma concordanti
testimonianze, lo hanno
sorpreso alle spalle. Uno di essi,
estratta una pistola calibro 9, ha
fatto fuoco quattro volte: due proiettili
hanno centrato il 40enne alla
nuca, un terzo alla schiena e l’ultimo
a un gluteo. Nessuno è andato
a vuoto, a dimostrazione di
una buona mira e della distanza
ravvicinata.
Vizzaccaro
è morto all’istante
e
in pochi
minuti in
via dello
Stelvio si
sono radunati
familiari e amici in lacrime,
senza però che si creassero problemi
di ordine pubblico. Nel frattempo
scattavano le indagini dei
poliziotti della Omicidi della Squadra
mobile della questura (coordinati
dal vice questore Pietro Morelli)
e i colleghi del commissariato
Secondigliano (diretto dal vice
questore Sergio Di Mauro e con il
sostituto commissario Walter Lo
Bascio). Per la zona in cui è avvenuto
l’agguato, saldamente sotto il
controllo dei Sacco-Bocchetti-
Feldi, gli investigatori ritengono
che l’azione sia stata molto audace
se portata a termine dal clan
Licciardi; ma non è la prima volta
che i sicari di camorra compiono
incursioni in territorio nemico.
Inutilmente però gli agenti hanno
cercato di capire dagli abitanti del
posto se i killer avevano il volto coperto
da caschi
o meno:
circostanza
che
potrebbe
aiutare a fare
chiarezza.
In serata la
polizia ha sottoposto all’esame dello
Stube quattro pregiudicati di
Secondigliano, fermati e rilasciati
in attesa dei risultati. Informalmente
hanno dichiarato di avere
validi alibi per l’ora del delitto.