venerdì 19 dicembre 2008

L’inganno dei Torino per Mariano Mirante


clan Torino gli fece credere che l’omicidio del padre fosse stato commesso dai nipoti di Giuseppe Misso “’o nasone” e perciò Mariano Mirante, ultimo pentito del rione Sanità in ordine di tempo, cambiò bandiera passando con gli “scissionisti” del ras soprannominato “o’ gassusaro” (anch’egli ora collaboratore di giustizia). Ecco il racconto sull’argomento, reso il 15 dicembre scorso, da Mirante con la premessa che le persone tirate in ballo devono essere ritenute estranee ai fatti narrati fino a prova contraria. “Mio padre fu picchiato dai nipoti di Peppe Missi, i quali erroneamente ritenevano che lui in nome del clan continuasse nelle sue attività illecite senza versare più alcunché nelle casse. Mio padre era infatti strettamente legato a Giuseppe Missi, ma da quando questi era stato arrestato non stava per suo conto gestendo più alcuna attività. I Torino strumentalizzarono questo scontro. Mio padre infatti il 29 gennaio 2006 fu ucciso. Ovviamente non potevo restare indifferente e fu proprio su questa situazione che i Torino, segnatamente Torino Nicola, fecero leva affinché si affiliassero a loro le persone più legate ai nipoti di Giuseppe Misso. Ucciso mio padre, proprio Nicola Sequino mi giurò che l’omicidio era stato commesso dai nipoti di Peppe Missi e d’altra parte ciò sembrava logico per quanto era accaduto tra questi ultimi e mio padre. Anche la polizia seguiva la stessa pista investigativa. In realtà, come poi ho appreso successivamente, invece l’omicidio era stato compiuto dal gruppo di Salvatore Torino”.