sabato 24 gennaio 2009

Caso Grimaldi, sconto di pena per Morra


In primo grado, il 28 gennaio del 2005, fu condannato a 30 anni di carcere assieme a quasi tutti i boss della Nuova famiglia. Ma in appello i suoi difensori di fiducia, gli avvocati Vittorio Trupiano e Sergio Simpatico, hanno fatto praticamente un miracolo. Il boss Eduardo Morra, considerato uno degli esecutori materiali del rapimento di Gianluca Grimaldi, figlio dell’armatore napoletano, sequestrato nel 1980, è stato condannato a 16 anni e mezzo di reclusione. In pratica, grazie alla strategia del collegio difensivo, il procuratore generale Sensale ha accolto il concordato di pena con la concessione delle attenuanti generiche. Morale della favola, Morra, che è in carcere da 16 anni, dovrà scontare altri sei mesi di reclusione e sarà libero per quanto riguarda il sequestro Grimaldi. Morra resta comunque in cella per il duplice omicidio Pandolfi (per il quale è stata chiesta la revisione dl processo), per il quale è stato condannato all’ergastolo. Piccolo sconto di pena anche per il padrino di Portici Luigi Vollaro “’o califfo”, che è stato condannato a “soli” 25 anni di reclusione. Pena di primo grado confermata per l’ex padrino di Forcella, ora pentito, Luigi Giuliano “’o ’rre”. Sarà valutata prossimamente, invece, la posizione di Mariano Cirillo, che non ha chiesto il patteggiamento concordato. Tutti gli altri imputati sono stati condannati nel 2007 con rito abbreviato, formula processuale alla quale, all’epoca, Morra non potè accedere perché non presente in aula quando i collegi difensivi presentarono domanda di “legittima suspicione” e il processo fu spostato in altra sede. La sentenza della settima sezione d’Appello del Tribunale di Napoli, presidente dottoressa Persico, sarà ratificata solo il prossimo 20 febbraio, fanno sapere i legali. Il 15 ottobre del 2007 si concluse il processo d’appello con patteggiamento, e ora le sentenze sono definitive. Il padrino di Secondigliano Gaetano Bocchetti fu condannato a 16 anni e 8 mesi, due mesi in più rispetto a Morra che ha scelto il rito ordinario. Stessa sorte per Giuseppe Mallardo, padrino di Giugliano e fratello del ras Francesco, la cui posizione è stata stralciata per motivi di salute. A Salvatore Aceto furono comminati 14 anni di reclusione, insomma una vera e propria mazzata per tutti. . L’inchiesta sul rapimento Grimaldi era stata condotta nel corso di più di un decennio dal pm Giuseppe Narducci, che era riuscito a tessere con pazienza il mosaico investigativo, chiudendo il cerchio attorno a nomi eccellenti della malavita organizzata che nel corso degli anni Ottanta ingaggiò e vinse una spietata battaglia con la Nco di Raffaele Cutolo. Ed è proprio a quella contrapposizione, che va ricondotta la decisione di sequestrare il figlio dell’armatore, con un’azione che fruttò due miliardi di lire nelle casse della Nuova famiglia, soldi poi utilizzati per acquistare armi e assoldare centinaia di operai del crimine nella lotta contro i cutoliani. Fu la testimonianza in aula del boss pentito Luigi Giuliano a dare la stura ad un’istruttoria che sembrava inceppata: le sue dichiarazioni sono servite a far scattare condanne esemplari nel corso del processo di primo grado, che lo vide condannato a 20 anni di reclusione. Ora Eduardo Morra spera in una revisione del processo, che lo ha visto condannato definitivamente all’ergastolo, per l’omicidio di Gennaro Pandolfi e del figlioletto Nunzio.