sabato 24 gennaio 2009

Pirozzi fu salvato dalla polizia stradale»


Ci sono anche le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia deceduto nel frattempo, G. C., agli atti dell’inchiesta sull’omicidio di Assunta Sarno ed Alfonso Galeota. L’uomo era affiliato al clan Tolomelli, legato a sua volta all’Alleanza di Secondigliano, e in questa veste era venuto a sapere alcune notizie sull’agguato (tutte da verificare naturalmente, nel prosieguo del procedimento penale). Naturalmente, essendo morto, le dichiarazioni del pentito sono ora irripetibili. Ecco i passaggi più importanti dell’interrogatorio del 23 marzo 1995. «Parlando con Raffaele Tolomelli, questi mi disse che l’ordine di uccidere era venuto da Gennaro Licciardi (poi deceduto per cause naturali a Voghera, ndr), il quale riteneva in tal modo di continuare a eliminare esponenti del clan Misso e sempre per fare un favore ai Tolomelli. In altri termini, anche se l’esecuzione materiale veniva da parte di quelli di Secondigliano, i mandanti erano sempre i Tolomelli. Dopo l’omicidio Galeota, conversando con Raffaele Tolomelli, lo stesso mi disse che la moglie di Misso era stata uccisa perché tempo prima nei Cristallini aveva gridato ad alta voce che il marito stava per uscire e che avrebbe sistemato Gennaro Licciardi in uno zoo e che Enzo Tolomelli gli doveva andare a pulire le scarpe. Per tale motivo lo stesso Gennaro Licciardi aveva dato ordine di uccidere anche la donna e di sparargli in bocca. Mi venne altresì riferito che l’auto su cui viaggiavano le vittime si era ribaltata e che Pirozzi (nella foto) era stato catapultato all’esterno; che gli aggressori non erano riusciti a eliminare Pirozzi per il sopraggiungere di un’auto della polizia stradale dal senso inverso di marcia».