giovedì 8 gennaio 2009

Si è consegnato il nipote del ras



Si è consegnato ieri il giovane che guidava la Smart in cui viaggiava Viviana
Minale, la 23enne morta sul colpo nel tunnel di Capodimonte della
Tangenziale. È passata la flagranza di reato e così quando ieri si è presentato
alla polizia stradale della sottosezione di Fuorigrotta Carmine
Pagano, 24enne di Scampia, nipote del padrino Cesare, ras scissionista,
è stato soltanto denunciato a piede libero con le accuse di omicidio colposo
e omissione di soccorso. Il giovane incensurato on ha risposto alle
domande degli investigatori, guidati dal sostituto commissario Fulvio
Papa, ma si è limitato a dire che era dispiaciuto per quello che è successo
a Viviana, una sua carissima amica. Tramite il difensore di fiducia,
l’avvocato Luigi Senese, Pagano fa sapere che la sera dell’incidente
non era sotto l’effetto né di alcol né di stupefacenti e che si è trattato
di una tragica fatalità. Eh sì, perché lunedì notte a bordo della Smart
guidata da Pagano Viviana era l’unica a non indossare la cintura di sicurezza,
essendo la piccola vettura omologata per due persone. La 23enne
era seduta in mezzo tra Pagano e un altro ragazzo e quando l’auto si
è schiantata contro il muro della galleria è stata scaraventata fuori dal finestrino
e la vettura ancora in corsa le ha schiacciato la testa stroncandola
sul colpo. È molto probabile, secondo gli investigatori della polizia
stradale che hanno effettuato le indagini, che Pagano procedesse a velocità
sostenuta perché i tre ragazzi, usciti da una discoteca stavano andando
verso un altro locale notturno, e che fosse distratto quando ha
perso il controllo della Smart, che dopo l’urto si è quasi capovolta. Poi
Pagano, resosi conto di quello che era successo, sconvolto, ha lasciato
l’amico vicino al cadavere della ragazza ed è scappato facendo perdere
le tracce per due giorni e consegnandosi ieri pomeriggio, poco dopo le
13, al sostituto commissario Papa.
L'emergenza era scattata intorno alle 2 di lunedì scorso. Dal centro operativo
autostradale era stato segnalato un grave incidente avvenuto all'altezza
della galleria di Capodimonte, in direzione Pozzuoli. Sul posto
si era recata una pattuglia della sottosezione di Fuorigrotta che si è trovata
davanti ad una scena raccapricciante: la macchina era ferma lateralmente
alla volta del tunnel mentre sull'asfalto, riverso in un lago di
sangue, c'era il corpo immobile della ragazza. Come inebetito, sotto
choc, a bordo della vettura c'era l’altro ragazzo. Il volto della ragazza era
quasi irriconoscibile per una profonda lesione presente all'altezza del
capo. Secondo una prima ricostruzione, la ventitreenne è morta sul colpo
dopo essere stata sbalzata fuori dalla Smart, effettuando un volo di una
decina di metri. Dai primi rilievi eseguiti dagli agenti della Polstrada, il
conducente della macchina non avrebbe avuto neanche il tempo di frenare,
una volta perso il controllo della guida.