lunedì 19 gennaio 2009

Stanato il ras latitante Salvatore Zazo


Anche Salvatore Zazo, nipote di Michele Zaza e cugino di Vincenzo Mazzarella, non aveva resistito al fascino della penisola iberica. Con una differenza rispetto ad altri latitanti napoletani che preferivano località più piccole: il 52enne ras di Fuorigrotta si era stabilito a Barcellona sperando di confondersi al flusso costante di turisti. Ma per mantenere i contatti con l’Italia doveva per forza telefonare e anche se non utilizzava cellulari, proprio per una chiamata ha pagato pegno: i carabinieri l’hanno intercettato e dall’altro ieri si trova dietro le sbarre. Sono stati gli investigatori del Nucleo investigativo di Napoli (guidati dal maggiore Lorenzo D’Aloia) a localizzarlo e a partecipare all’arresto, materialmente compiuto in base alla legge dagli uomini della locale Guardia Civil. Sulla testa di Salvatore Zaza pendeva dal 3 dicembre scorso una misura cautelare per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Un’inchiesta che (fermo restando il principio della presunzione d’innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva) ha messo in evidenza il suo ruolo di ras della droga e in questo “settore” addirittura di reggente del clan Mazzarella. Attraverso il suo avvocato Gaetano Inserrra, ha già fatto sapere che non si opporrà all’estradizione e quindi in tempi brevi dovrebbe essere portato in Italia: prima nel carcere di Rebibbia a Roma e poi trasferito a Napoli. Zazo era latitante in quanto destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta dalla Dda ed emessa dal Gip di Napoli per l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Dopo qualche giorno, era stato proposto per l’inserimento nell’elenco dei 100 latitanti più pericolosi sulla base anche dei suoi precedenti di polizia. Nel 2006 era stato arrestato per associazione camorristica come presunto capo del clan “Zazo” di Fuorigrotta, allora in guerra con i Bianco. Ma il Tribunale del Riesame accolse le argomentazioni del suo difensore e fu scarcerato. La nuova indagine, supportata da dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, lo ha inquadrato come il reggente del clan Mazzarella: in grado di organizzare e dirigere l’importazione tramite contatti con i cartelli colombiani, di ingenti quantitativi di cocaina. Tanto da essere addirittura, secondo l’accusa da provare nel prosieguo del procedimento, il fornitore dei Lo Russo e dei Di Lauro di Secondigliano. Sabato sera i militari hanno localizzato il 52enne nel centro di Barcellona in Spagna e lo hanno bloccato all’interno di un call-center in via Sardegna, nei pressi della “Sagrada Família”, dove si recava spesso per telefonare e mantenere i suoi contatti dopo essere fuggito dall’Italia. Insieme a colleghi della “Unidad Central Operativa della Guardia Civil”, che hanno collaborato con i Carabinieri di Napoli per la cattura negli ultimi mesi di altri 4 latitanti (Bosti, Laurenti, Assegnati e Pesce), è stata fatta irruzione nel centro telefonico. In un primo momento, cercando di evitare l’arresto, Zazo ha esibito una carta di identità falsa, intestata a persona inesistente, ma poi ha subito ammesso la sua vera identità e così è stato ammanettato. Ieri è stato già trasferito nel carcere di Madrid. Con lui c’era un altro pregiudicato napoletano.

7 commenti:

  1. Bisogna dire che i mazzarella sono uno dei gruppi,una delle famiglie piu' longevi del fenomeno camorra nel napoletano,basta pensare allo zio MICHELE ZAZA detto o'pazzo che sfido' cutolo durante gli anni della mattanza cutoliana.

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  2. Be' ultimamente avevano stretta una strategia di alleanza con i sarno e i misso,sono furbi i mazzarella anche se il gruppo criminale dei sarno si e' dimostrato molto piu' agguerrito ultimamente sia a livello criminale che logistico tanto che sono stati allontanati tutti gli ex mazzarella.

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  3. Comunque va detto che sono e resteranno sempre gruppi criminali che loro malgrado sono destinati ad estingersi,lo stato quando mostra i muscoli si mette in gioco e li spazza via in pochissimo tempo,viva la legalita' e viva la democrazia.

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  4. Si ma lo stato interviene sempre con ritardo,da tempo di crecere e di arruolare moltissimi soldati che naturalmente scaturiscono faide e guerre come quella di scampia,andrebbero fermati prima.

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  5. Be' bisogna indagare trovare prove per poi arrestare questi sporchi individui,comunque consoliamoci pensando che quando lo stato vuole fa,nel senso che possono scappare anche in culo al mondo vengono scovati e buttati in bare di cemento,grande il lavoro delle forze dell'ordine,audaci intelligenti e sicuri,sempre in gamba.

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  6. queste persone nn possono sparire dalle citta ne da napoli de da qualsiasi posto dell mondo ste personedanno lavoro a giudici ad avvocati a a tutte le forze dell ordine con loro mangiano politici tutti la gente brava se dovrebbe sparire la mafia o cammorra scomparira lo stato piu lavoro lo stato e un merda

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  7. Uno dei tanti stronzi che e' stanco di subire1 maggio 2009 19:32

    Gentili sig.noi tutti, giustamente ci arrabbiamo,quando assistiamo alla prepotenza di questa felciume che ci rende la vita una merda!!Immaginate come ci si sentano le forze dell'ordine,quando dopo tanto ma tanto lavoro investicativo vengono rilasciati per qualche indoppo burocratico.Percio'diciamo tutti insieme ai nostri politicanti di vare delle vere leggi e non dei raggiri dove un buon avvocato riesce sempre ad uscirsene!!Distinti saluti un cittadino disgustato

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SVOGATEVI CON QUESTI CAZZO DI CAMORRISTI,VOGLIO SENTIRLE E VEDERLE DI TUTTI I COLORI