giovedì 8 gennaio 2009

Ucciso in auto sulla Panoramica



Almeno
8 colpi l’hanno raggiunto all’addome,
ma sarebbero stati una
decina i proiettili calibro 9 esplosi
contro Antonio Vitiello, 56 anni, ucciso
ieri mattina in via Panoramica,
a Castellammare di Stabia. Torna la
scia di sangue nella città delle acque,
dove la camorra locale aveva
messo in atto una sorta di “tregua
armata”: nessun morto per questioni
di malavita nel 2008 a Castellammare, solo a Gragnano le bocche
di fuoco dei clan avevano commesso un duplice omicidio il 28 ottobre,
anche se ultimamente avevano badato bene ad armarsi. Ieri mattina intorno
alle 7,30, Antonio Vitiello è stato avvicinato da uno motoveicolo
non ancora identificato: in sella due persone con i volti camuffati dai caschi
integrali. Il 56enne non ha il tempo di reagire, vede le pistole e istintivamente
si gira, offrendo il fianco sinistro e la schiena ai sicari. Subito
arriva una raffica di colpi calibro 9. Siamo all’uscita della galleria Privati,
in direzione Sorrento, ad un passo da Scanzano e da Pozzano, appena
entrati nella zona denominata Panoramica per il suo panorama
mozzafiato sul Golfo di Napoli. Vitiello è nella sua Wolkswagen Golf blu,
si sta recando al lavoro, lui dipendente dell’Aid, società che prima era
denominata Maricorderia, da fine ‘700 leader mondiale nella produzione
industriale di cordame per le imbarcazioni, da anni gestito dal Ministero
della Difesa.
Dopo la raffica di proiettili, Vitiello ha solamente la lucidità di accostare
la vettura sulla sinistra della carreggiata, praticamente controsenso e
fuori dalla strada, dopo aver tamponato un cassonetto dei rifiuti. Si accascia
sul sediolino destro della sua auto e muore, freddato dal commando
che ieri mattina aveva deciso di farlo fuori.
Antonio Vitiello, conosciuto anche con il soprannome di “'o stagntiello”,
un passato tra le fila dei D’Alessandro, ultimamente per gli inquirenti
non era più “in gioco”, ma evidentemente doveva pagare per qualche
sgarro fatto, non si sa ancora se in passato o di recente, all’organizzazione
malavitosa che da anni domina lo scenario criminale di Castellammare.
Sul posto, poco dopo sono giunte alcune pattuglie dei carabinieri
della locale compagnia che, agli ordini del capitano Giuseppe
Mazzullo e del tenente Andrea Minella, hanno effettuato i rilievi del caso
ed avviato le indagini, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia
di Napoli. Il tutto si è verificato intorno alle 7,30, orario non di punta,
ma che sicuramente ha potuto concedere qualche testimone. Dalla
galleria Privati, Vitiello è uscito a bordo della sua Golf blu, è stato avvicinato
da due persone in moto che hanno cominciato a sparare poco
prima dell’incrocio con via Panoramica. La corsa dell’auto è proseguita
con Vitiello ancora cosciente per un centinaio di metri, poi il motore si
è spento insieme al suo conducente. All’arrivo dei militari dell’arma, il
quadro della vettura era ancora illuminato. Bossoli dei proiettili sono stati
rinvenuti a circa 50-100 metri dall’auto, dove è avvenuto materialmente
l’agguato. I sicari, poi, sono fuggiti via, per gli inquirenti più probabilmente
verso Scanzano. Decisivi, per le indagini, i filmati di una telecamera
della videosorveglianza, posta all’esterno della galleria, che potrebbe
dire di più sull’agguato a “'o stagntiello”. La salma del 56enne è
stata trasferita al II Policlinico di Napoli per l’esame autoptico