mercoledì 18 febbraio 2009

La testimonianza del fratello:ha rotto il muro d'omerta'



Un racconto drammatico quello di Francesco Verde, fratello della
giovane Gelsomina (nella foto). Il giudice fa riferimento al suo
racconto in alcune pagine delle motivazioni della sentenza. Un
momento toccante ma coraggioso quando l’uomo si recò in
Tribunale a raccontare quello che aveva saputo dell’omicidio della
sorella. «Va sottolineato che se il fratello della giovane Gelsomina
non avesse rotto il muro di omertà che solitamente viene eretto
tra i fatti e gli organi investigativi, anche dai parenti delle
vittime, specie quando sono coinvolti personaggi legati alla
malavita organizzata, i verbalizzanti non sarebbero giunti alla
persona di Pietro Esposito, primo grande accusatore della
famiglia Di Lauro». «Difatti - continua il magistrato estensore
Isabella Iaselli - nella immediatezza dei fatti la più cara amica di
Verde, Anna Zerlenga, non aveva riferito nulla circa la presenza
di Esposito e solo dopo molto tempo, evidentemente costretta
dalle informazioni già rese da Francesco Verde, aveva cominciato
a dire qualcosa in più, ma sempre in maniera molto cauta, così
come cauta e preoccupata è apparsa in dibattimento». La
testimonianza di Verde ha colpito per il profondo e reale dolore
testimonia dal fratello
della vittima così
barbaramente uccisa,
sottolinea il magistrato,
tanto che il teste ha sentito
l’esigenza di ricordare
anche come avesse sognato
la sorella ed ha ripetuto più
volte di averla individuata
dal solo piede rimasto
intatto, piede che si nota
nei rilievi fotografici
allegati agli atti e che
realmente colpisce per
essere l’unica parte del
corpo miracolosamente
scampata alla devastazione
delle fiamme.