mercoledì 4 febbraio 2009

Omicidio, arrestato Rosario Pariante



È considerato uno dei mandati dell’omicidio di Giacomo Frattini, un 23enne
assassinato a Napoli il 21 gennaio del 1982 nel corso della faida tra la
Nuova camorra organizzata di Raffaele Cutolo e la Nuova Famiglia, il cartello
che racchiudeva tutte le famiglie di Napoli e provincia. Un decreto di
fermo notificato in fretta e in furia a Rosario Pariante, boss di Secodigliano,
che rischiava di essere scarcerato dopo la decisione della Cassazione
di annullare una sentenza a suo carico.
Ma i pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia, Luigi Alberto
Cannavale e Alfonso D’Avino, hanno fatto in tempo. Il ras non ha potuto
lasciare il carcere perché il decreto di fermo lo ha ricevuto quando era
davanti alla porta del penitenziario pronto con la valigia a fare ritorno a casa.
Omicidio: questa l’accusa contestata. E non è il solo a rispondere per
questo atroce delitto. Ci sono infatti pronte le richieste al Giudice per le indagini
preliminari per altri personaggi legati alla cupola della Nuova Famiglia
che negli anni Ottanta si fronteggiava a suon di mitragliette contro
i ras e i killer di Raffaele Cutolo. Giacomo Frattini fu ritrovato il 21 gennaio
del 1982 in un’auto al centro di Napoli. Il corpo era mutilato in maniera
atroce: testa e mani mozzate, cuore strappato. Rosario Pariante, dal racconto
dei collaboratori di giustizia, è stato uno degli organizzatori di quel
massacro. Lo dice con certezza Pasquale Gatto, ne fa riferimento Giuseppe
Misso jr e lo stesso dice Luigi Giuliano detto “’o rre” e Maurizio Prestieri,
ultimo in ordine di tempo ad apportare un contributo determinante per l’inchiesta.
Un delitto datato ma tornato alla luce grazie all’apporto dei collaboratori di
giustizia che in questi mesi hanno riempito pagine e pagine di verbali su
fatti che oramai i killer credevano di non pagare mai più. Anche perché di
pentiti della Nuova camorra organizzata e della Nuova Famiglia ce ne sono
stati ma nessuno era riuscito a ricostruire l’omicidio di Giacomo Frattini
che fu il quattrocentesimo della faida tra i due cartelli. Questi alcuni dei
nomi che hanno fatto tremare i ras: Pasquale Barra “’o animale”; Mauro
Marra (del gruppo di Pasquale Scotti), nove gli omicidi confessati; Giovanni
Pandico; Salvatore Imperatrice; Luigi Riccio, capozona a Ponticelli; Mario
Incarnato, successore di Riccio a Ponticelli, ammise di aver partecipato all'omicidio
del vice direttore del carcere di Poggioreale Giuseppe Salvia. La
Nco gli uccise il fratello. Francesco Leonardo, capozona ai Quartieri spagnoli;
Pasquale D'Amico “’o cartunaro”; Antonio Fontana, fratello del pentito Luciano;
Giovanni Melluso “’o bello”, affiliato milanese; Michelangelo D'Agostino;
Salvatore Sanfilippo; Michele Tassini; Andrea Villa; Vincenzo Esposito;
Guido Catapano; Vincenzo Esposito, affiliato della Sanità, conosceva
la struttura della Nco in Puglia; Ciro Starace; Franco Di Monaco.
L’omicidio di Frattini, che non fu uno dei più crudi della sanguinosa faida,
fu rivendicato con una lettera inviata all’agenzia di stampa Ansa: «Dove
non arriva la giustizia dello Stato arriviamo noi».