martedì 24 febbraio 2009

Secondigliano, cancellati gli ergastoli.


Da aprile a dicembre del 2004. Quattro omicidi avvenuti nel corso della faida di Secondigliano, la tremenda lotta intestina al clan Di Lauro che portò all'uccisione di oltre 80 persone. Al centro la spartizione degli affari per le piazze di spaccio in una dei droga shop più importante d’Italia. In una sola notte furono arrestati in sette, tutti destinatari della stessa ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di omicidio. Ad incastrarli le ricostruzioni dei primi pentiti, Pietro Esposito e Domenico Rocco, ma anche investigazioni pure, quelle che hanno fatto la differenza in tanti delitti. E poi le intercettazioni sia telefoniche e ambientali. Quattro delitti violenti come furono tutte le azioni di fuoco della cosca diretta dal padrino Paolo Di Lauro che rispondeva colpo su colpo agli attacchi degli scissionisti. Per quei quattro delitti tutti e sette gli indagati divennero imputati rinviati a giudizio dal giudice per le udienze preliminari davanti ad un’unica Corte d’Assise chiamata a giudicare tutti quattro i casi. Numerosi testimoni tra investigatori, testimoni oculari, pentiti, imputati di reato commesso chiamati a confermare o smentire altre voci arrivare. Alla fine gli assolti furono solo due tra i quali l’ex sindaco del comune di Melito Alfredo Cicala, il quale era accusato di essere lo “specchiettista” dell’omicidio di Federico Bizzarro. Accusa pesante, molto più grave del reato associativo che gli contestavano all'inizio delle indagini i pubblici ministeri dell’antimafia. In Corte d’Assise d’Appello però quell’indagine è stata letteramente smantellata. Solo due condanne per quei fatti, cinque sono stati invece assolti con formula piena. Ma in totale sono stati tre gli ergastoli cancellati. Dalla quarta Corte d'Assise d'Appello, presidente Lignola, è stata ribaltata la sentenza di primo grado dove erano stati invece cinque i condannati e due gli assolti. Già in primo grado fu scagionato Alfredo Cicala, ex primo cittadino e ora persona libera e Ferdinando Emolo, accusato di essere il killer di Biagio Migliaccio. Per l'omicidio di Bizzarro, ammazzato a Qualiano il 26 aprile del 2004 Antonio Ronga e Rosario Fusco, che hanno ammesso i loro addebiti sono passati dall'ergastolo a 28 anni di carcere. Per il delitto di Biagio Migliaccio assolti Antonio Mennetta e in primo grado Ferdinando Emolo. Per il delitto di Antonio Siviero, assassinato il 28 settembre del 2004 (nella foto) Salvatore Tamburrino ottenne anche lui il ribaltamento della sentenza di primo grado: dall’ergastolo all’assoluzione piena. E infine l’ultimo capitolo per l’omicidio di Enrico Mazzarella. Giovanni Cortese assolto con formula piena per non aver commesso il fatto. La Procura probabilmente sta già preparando il ricorso per alla Corte di Cassazione almeno per i tre che in primo grado avevano incassato il carcere a vita.