mercoledì 11 febbraio 2009

Stanato il boss Ciro Mazzarella




Era una latitanza dorata la sua, come è tradizione di famiglia. Dopo aver cambiato covi tra la Colombia e il Costa Rica si era stabilito da un po’ di tempo a Santo Domingo. Il boss Ciro Mazzarella, classe 1971, figlio del padrino del Mercato Gennaro “’o schizzo” e latitante da più di tre anni, era attorniato dai suoi scagnozzi quando gli uomini del Gico della Guardia di Finanza di Napoli e della polizia dominicana lo hanno fermato prima che entrasse in uno dei più noti e lussuosi locali notturni dell’isola sudamericana. Il ras di Porta Nolaha, in un estremo tentativo di farla franca, agli investigatori ha mostrato un passaporto falsificato intestato a Maurizio Perugino, tra l’altro noto pregiudicato indagato per traffico internazionale di stupefacenti. Ma gli “007” della polizia dominicana avevavo tutti gli elementi, forniti dai colleghi napoletani, per fare scattare le manette ai polsi del malvivente. L’arresto è scattato solo per i documenti falsi ed è scattata anche l’espulsione. Il ras si è complimentato con gli investigatori napoletani. Una cattura-lampo con relativa espulsione resa possibile da una serie di accordi bilateriali stilati dal Ministero di Grazia e Giustizia italiano con quello della Repubblica Dominicana, che ha fornito pieno appoggio logistico e investigativo agli “007” napoletani. Un escamotage efficace per fare tornare più in fretta in Italia il latitante. Ciro Mazzarella era latitante dal 25 novembre del 2006, quando la Squadra Mobile di Napoli sgominò la cosca di via Soprammuro arrestando una ventina di persone, tra cui Franco Mazzarella, fratello di Ciro e reggente della cosca del padre Gennaro. L’ordinanza di custodia cautelare da cui era inseguito contempla accuse per associazione camorristica, estorsioni, stupefacenti, armi e altro. Le indagini del Gico della Guardia di Finanza, coordinate dalla Dda di Napoli, che hanno portato alla cattura di Ciro Mazzarella si sono avvalse di una serie di intercettazioni ambientali e telefoniche a carico di persone molto vicine al latitante, che era inserito nell’elenco dei 100 ricercati più pericolosi. Nel primo pomeriggio di ieri, verso le 14, il rampollo di camorra da Santo Domingo è arrivato all’aeroporto milanese di Malpensa e lì gli è stata notificato l’ordinanza di custodia cautelare. Per il momento è rinchiuso nel carcere di Busto Arsizio e prossimamente sarà trasferito a Napoli. Molto presto, quindi, Mazzarella jr, che è difeso dall’avvocato Salvatore Impradice, sarà dinanzi al gip per l’interrogatorio di garanzia. Secondo gli investigatori del Gico, Ciro Mazzarella, dopo la cattura del padre e del fratello, entrambi sottoposti al 41bis, era diventato il reggente della potente cosca familiare. E gli affari di famiglia li gestiva dai lussuosi residence sudamericani dove, di volta in volta, si spostava con il suo enturage. Ed è stato proprio seguendo questi spostamenti che gli “007” sono arrivati a lui. Il blitz degli investigatori napoletani e dominicani è scattato lunedì scorso nei pressi del lussuosissimo complesso turisticoalberghiero “Residence City” di Avenida Josè Contreras a Santo Domingo, dove Ciro Mazzarella aveva preso una suite. Il ras del Mercato, vestito di tutto punto, stava andando a godersi la serata in uno dei locali notturni più “in” dell’isola accompagnato dai suoi amici più fidati, tutti personaggi della zona del Mercato nei confronti dei quali non è stato possibile prendere alcun provvedimento perché a posto con i documenti. Il rampollo di camorra ha mostrato il passaporto falsificato intestato ad un altro noto pregiudicato napoletano, Maurizio Perugino. E i poliziotti dominicani lo hanno arrestato ed espulso mettendolo, di fatti, a disposizione dei finanzieri del Gico, che lo hanno scortato fino a Milano, dove è stato arrestato e portato in carcere