sabato 28 marzo 2009

Preso genero di “lady” Licciardi


Pregiudicato punta la pistola contro i poliziotti minacciandoli di morte: disarmato viene arrestato. Un intervento che ha evitato una tragedia. Le manette sono scattate ai polsi di Vincenzo Sorrentino, genero di Assunta, sorella del boss di Secondigliano Vincenzo Licciardi, attualmente detenuto. La cattura del ventisettenne è stata eseguita dagli agenti dei Falchi (VIa Sezione Criminalità Diffusa), diretta da Pasquale Toscano, in forza alla Squadra Mobile di Napoli, coordinata da Vittorio Pisani. Nella stessa operazione è stato assicurato alla giustizia anche Guido Simeone, di 23 anni, figlio di un consigliere della IVa Municipalità: in concorso tra loro, rispondono del reato di detenzione e porto abusivo di arma da guerra, detenzione di sostanza stupefacente e resistenza a pubblico ufficiale. Vincenzo Sorrentino è accusato anche del reato di tentato omicidio nei confronti degli agenti che sono stati abili al momento dell’arresto. Dalla vicenda, però, è emerso un altro elemento che potrebbe fornire alle indagini degli investigatori importati indizi. Nell’abitazione del ventisettenne è stata infatti rinvenuta una sim card, una sorta di microspia per tracciare percorsi e registrare conversazioni, da scaricare poi su un computer. Questa la ricostruzione dell’episodio. Nella tarda serata di martedì percorrendo corso Garibaldi, all’altezza del Borgo Sant’Antonio Abate, i “Falchi” notavano un giovane in sella ad un ciclomotore, Honda Sh 300, che avvicinatosi al conducente di un’autovettura Smart s’intratteneva a parlare guardandosi intorno con fare sospettoso. Il conducente dell’Honda, identificato come Guido Simeone, dopo aver estratto rapidamente una pistola, da sotto il giubbotto, la consegnava a Vincenzo Sorrentino, alla guida dell’auto. La cessione dell’arma era notata dai poliziotti che intervenivano per eseguire un controllo dei due. Lo stato di agitazione mostrato dal genero dei Licciardi lo portava, una volta disceso dalla Smart, a sporgersi all’interno per afferrare la pistola e puntarla contro gli agenti minacciandoli di morte: Lo scopo era di far scappare Guido Simeone. Ma, gli agenti lo disarmavano bloccandolo L’arma, una pistola semiautomatica, marca Beretta modello FS calibro 9 parabellum, completa di caricatore con 9 cartucce, calibro 9 luger, più un colpo in camera, pronta a far fuoco, è stata sequestrata. Alla perquisizione, Vincenzo Sorrentino era trovato in possesso di 2 dosi di marijuana, sostanza da taglio, 5 assegni bancari per circa 25mila euro, ed altri 490 euro in contanti, un telefono cellulare. Anche a Guido Simeone venivano sequestrate 2 dosi di marijuana, il telefono cellulare ed il ciclomotore, intestato ad un pregiudicato legato al clan Mazzarella, sottoposto agli arresti domiciliari a Formia, in provincia di Latina. Con gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura, diretto da Maurizio Agricola, i Falchi perquisivano le abitazioni dei due arrestati. In casa del parente del boss Licciardi, gli agenti rinvenivano e sequestravano un’apparecchiatura elettronica, sofisticata che, attraverso una sim card, come quelle utilizzate dai vari gestori telefonici, può registrare dati relativi a spostamenti da un luogo ad un altro, tracciando interi percorsi, registrare conversazioni, come una microspia ambientale. I dati trasmessi sulla sim car, possono poi essere letti attraverso un personal computer. Sono in corso, da parte della Polizia Scientifica (diretta da Fabiola Mancone) accertamenti tecnico-balistici sull’arma per stabilire se sia stata usata in recenti fatti criminosi.