giovedì 2 aprile 2009

Arrestato il boss Vincenzo Sarno



Era diventato l’ospite di lusso
di un impiegato incensurato di
Ponticelli, a poca distanza dal
suo “regno”: il Rione De Gasperi.
Ma da qualche giorno la
polizia aveva stretto il cerchio
intorno a lui, concludendo
l’operazione ieri mattina. Per
Vincenzo Sarno il breve periodo
di latitanza è finito alle 6 e
30 e con esso gli investigatori
sperano che sia stata interrotta
la sua strategia di alleanze e
di referenti in mezza Napoli:
sui Quartieri Spanoli innanzitutto,
ma anche alla Torretta,
a Fuorigrotta e nei paesi vesuviani più vicini al quartiere d’origine.
Vincenzo Sarno, 38 anni, è stato bloccato dai poliziotti della Squadra
“omicidi” della Mobile della questura di Napoli (coordinata dal vice
questore Pietro Morelli). Il ras, scarcerato l’estate scorsa dopo una lunga
detenzione per camorra, era ricercato dal 13 marzo scorso, quando
era stato emesso nei suoi confronti una misura di sicurezza detentiva
dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli. Il
provvedimento era scaturito in seguito alla pronuncia del Tribunale
di Sorveglianza di Napoli, che aveva disposto per lui la Casa di lavoro,
in cui il fratello del boss Ciro “o’ sindaco” dovrà restare per due anni.
Gli investigatori nella villetta dell’impiegato, denunciato per favoreggiamento
personale, hanno trovato Vincenzo Sarno e la moglie di
quest’ultimo. E’ probabile che il ras sia rimasto in zone nel corso delle
due settimane di latitanza, ma all’ultimo nascondiglio era arrivato
da pochi giorni. Quando si è accorto di essere in trappola, non ha opposto
alcuna resistenza e ha “consegnato” i polsi. Ora si trova nel carcere
di Poggioreale, in attesa di essere trasferito nella Casa di lavoro
cui sarà assegnato nei prossimi giorni. Dieci anni e quattro mesi di
detenzione interrotta soltanto da qualche breve permesso-premio. Un
lungo tunnel carcerario da cui era uscito, per fine-pena, Vincenzo Sarno.
Le porte dell’istituto penitenziario di Siracusa si aprirono il 31 agosto
scorso e dopo alcuni giorni trascorsi in Sicilia, il fratello maggiore
di Ciro “o’ sindaco” tornò nel quartiere d’origine tra grandi feste: libero,
allora senza misure di sicurezza a carico. Il 25 aprile ’98 restò vivo
per una circostanza fortuita: era l’obiettivo dell’autobomba esplosa
in via Argine e costata la vita a Luigi Amitrano, suo nipote e autista
di fiducia. Lui uscì dalla macchina pochi minuti prima che i sicari
azionassero il congegno a distanza. Il 1 maggio successivo fu arrestato
per associazione camorristica. L’autobomba segnò l’attacco, fallito,
dei De Luca Bossa al clan Sarno. Gli “scissionisti” ebbero secondo
gli inquirenti l’appoggio di parte dell’”Alleanza di Secondigliano”,
ma nel tempo la potente cosca del rione De Gasperi ha ripreso saldamente
il controllo delle attività illecite nell’intero quartiere e fuori. Tanto
che la procura antimafia l’indica tra le più forti a Napoli e in provincia,
grazie all’alleanza con i Mazzarella.