sabato 4 aprile 2009

Ghirlanda di fiori per dichiarare guerra



Una ghirlanda, piazzata di notte sotto l’abitazione di Giuseppe Lo Russo,
simboleggiò la rottura all’interno dell’”Alleanza di Secondigliano”.
Fu proprio Ettore Sabatino, che insieme con Salvatore Torino si allontanò
dal super-gruppo proprio per i contrasti con i “Capitoni” di Miano,
a depositare la corona di fiori davanti all’ingresso del palazzo in cui
abitava il ras diventato nemico. Poi la coppia di “scissionisti” si trasferì
al Rione Sanità, sotto l‘egida di Giuseppe Misso “’o nasone”. E il resto
è storia arcinota.
L’inedito racconto sulla ghirlanda è del pentito Maurizio Prestieri, esponente
di spicco del gruppo omonimo, prima alleato dei Di Lauro e poi
con gli Amato-Pagano. Allora il collaboratore seguiva da vicino, per esserne
partecipe, le vicende in seno all’”Alleanza di Secondigliano”, i
cui contrasti tra i Sabatino-Torino e i Lo Russo rappresentano un importante
passaggio nella storia della camorra napoletana. Ecco alcuni
passi, con la consueta premessa che le persone tirate in ballo devono
essere assolutamente ritenute estranee ai fatti narrati fino a prova contraria.
«Non conosco le ragioni che portarono a quella scissione che in realtà
si tradusse in una fuga di Ettore Sabatino e del suo gruppo. So solo che
ci furono dei forti contrasti che indussero Ettore Sabatino addirittura a
portare simbolicamente una ghirlanda sotto l’abitazione di Giuseppe Lo
Russo. Di questa situazione approfittarono i Misso che offrirono ospitalità
al gruppo nella Sanità, essendo interessati a rafforzarsi quanto
più possibile per coltivare quello che era un pallino di Giuseppe Missi,
ovvero distruggere la Masseria Cardone, responsabile della morte della
moglie».
Poi Maurizio Prestieri passò a descrivere i profili di alcuni affiliati ai Lo
Russo. «Nel periodo immediatamente successivo e, quindi, dalla fine degli
anni 90 in poi quale killer del clan Lo Russo emerse Antonio, figlio
di Peppe. Per cui posso tranquillamente riferire che Raffaele Perfetto,
Antonio Lo Russo e Luigi Pompeo sono oggi tra i principali componenti
del gruppo di fuoco. Lei mi chiede se conosca Luigi Pompeo e rispondo
di si, sebbene, a differenza che con Perfetto e di Lo Russo, non ho
avuto con lui rapporti diretti quanto alle attività illecite. Lo conosco
quale affiliato e killer perché ovviamente frequentavo il clan Lo Russo».
Infine, nello stesso interrogatorio Prestieri parlò di Raffaele Perfetto. «Su
suo invito mi riservo di riferire in separato interrogatorio le vicende
omicidiarie in cui Raffaele Perfetto è coinvolto. Indico l’omicidio di Gennaro
’o Curto, il duplice omicidio Fusco e di Esposito Armando nonché
l’omicidio di Pavesino. Analogo discorso valga per Nicola Di Febbraio
cui sono addebitabili la maggior parte degli omicidi commessi per conto
dei Lo Russo negli anni Novanta e, successivamente, per conto del
gruppo di Ettore Sabatino.