giovedì 2 aprile 2009

Incastrato il killer del vigilante



Gli piace vestire bene; quando è stato arrestato indossava un costoso orologio.
Per questo era diventato un rapinatore nonostante fosse ancora minorenne.
E la pistola di una guardia giurata, un’arma “pulita”, venduta al
mercato nero frutta bene. Così la sera del 17 gennaio scorso, nel corso di
una scorribanda nella zona dei Tribunali, gli era sembrata una buona idea
rapinare della pistola Umberto Concilio, 25enne, guardia giurata particolare
dell’istituto “La Vigilante”. Assieme ad un complice che per il momento
non ha un nome, entrò in azione poco dopo la mezzanotte e, dopo
aver tentato il colpo, sparò contro il giovane vigilante di San Giovanni
a Teduccio ferendolo mortalmente. Ieri, dopo quasi tre mesi di indagini
serratissime, gli investigatori della sezione Antirapine della Squadra
Mobile, guidati dal vicequestore Vittorio Pisani con il dottor Massimo
Sacco e il sostituto commissario Silvio Petrillo, hanno catturato uno dei
responsabili della rapina finita nel sangue. Si tratta di Manuel Brunetti,
18enne da poco, residente in via Benedetto cairoli, che quando ha commesso
il fatto era minorenne, “figlio d’arte” (il padre, Salvatore, fu arrestato
all’interno di Città dell Scienza nel 2007 proprio da un vigilante durante
un tentativo di rapina in banca, ne scriviamo nel pezzo a destra) che alle
spalle ha già un precedente per rapina. Era inseguito da un’ordinanza
di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale per i Minorenni
di Napoli con le accuse di tentata rapina aggravata, omicidio, lesioni
nonché detenzione e porto illegale di armi da sparo. Il tutto in concorso
con un altro giovane bandito che per ora è rimasto sconosciuto.
Dalle indagini svolte dall’Antirapine, che si sono avvalse anche di intercettazioni
telefoniche, è emerso che nella tarda serata del 17 gennaio
scorso, in via Concezio Muzii, all'angolo di via dei Tribunali, insieme a
un complice, armati di una pistola calibro 9 corto e di una calibro 22, nel
tentativo di impossessarsi dell'arma di Umberto Concilio, che in quel momento
si trovava di pattuglia in zona per il controllo dell’agenzia 6 del
Banco di Napoli, gli sparò alcuni colpi d'arma da fuoco, colpendolo mortalmente
al capo e in altre parti del corpo mentre si accingeva a rientrare
nell’auto di servizio. La scena era stata anche ripresa dalle telecamere
di sicurezza dell’agenzia 6 del Banco di Napoli, e in qualche modo quelle
immagini sono servite agli “007”. I risultati dell’attività info-investigativa
della Squadra Mobile, fondati sugli elementi acquisiti nel corso di intercettazioni
telefoniche e ambientali, hanno determinato il giudice per
le indagini preliminari ad adottare il provvedimento di custodia cautelare
richiesto dal pm Raffaella Tedesco, che ha seguito il caso fin da quando
sono emerse le responsabilità di Brunetti.