lunedì 18 maggio 2009

Così fu ucciso e torturato Negri



Faceva molto caldo il 26
luglio ’92 e Alfredo Negri, fedelissimo
dei Ruocco, era uscito in bermuda,
costume da bagno e zoccoli
per andare a mare. Il tempo di fare
duecento metri che gli si pararono
davanti i neo nemici di camorra,
ex alleati: li riconobbe e capì
con angoscia di essere arrivato
al capolinea. Morì il giorno dopo,
ridotto a una larva da 15 ore di torture
ininterrotte: bruciato ancora
vivo in un sottoscala di Secondigliano,
dove era stato condotto dopo
il rapimento. Ad assistere all’agonia,
secondo i pentiti Prestieri
e Pica, c’erano tutti gli indagati
nell’ordinanza notificata ieri, a cominciare
dai boss Paolo Di Lauro
e Raffaele Amato.
Fu scandita da omicidi efferati la
faida esplosa in seno ai Di Lauro,
fra la fine del 1991 e il maggio del
1993: uno scontro durissimo per la
leadership del sottogruppo criminale
di Mugnano. Nei primi anni
'90, infatti, la cupola del clan di
Paolo Di Lauro sostenne l'avvicendamento
al comando di Gennaro
Di Girolamo a discapito di Antonio
Ruocco, che rientrava da un lungo
periodo di detenzione. Ruocco finì
quindi nel mirino e con lui tutti
quelli che gli stavano attorno; furono
uccisi la madre, lo zio, la cognata,
i suoi luogotenenti.
Ecco tutti gli episodi (fermo restando
la presunzione d’innocenza
per tutti gli indagati fino a eventuale
condanna definitiva) riconducibili
alla guerra di Mugnano
nella ricostruzione della procura e
della Omicidi della Squadra Mobile
(dirigente Vittorio Pisani, vice
questore Pietro Morelli) della questura
(questore Santi Giuffrè, che
in meno di due mesi di lavoro ha
già ottenuto risultati importanti). Il
21 aprile 1991 Agostino Russo, cognato
di Ruocco, uccise Rosario
Amoruso, vicino a Di Girolamo; il
giugno 1991 Antonio Ruocco e
Giuseppe Vallefuoco scamparono
a un agguato commesso dai vertici
del clan Di Lauro, presente anche
Maurizio Prestieri; il 4 luglio
1991 Antonio Ruocco e Russo uccisero
Gennaro Di Girolamo detto
“o’ 'Niro; il 25 settembre ‘91 un
commando dei Di Lauro incendiò
la porta dell'abitazione di Angela
Ronga, madre di Antonio Ruocco;
il 5 ottobre 1991 Vincenzo Pennino,
vicino a Ruocco, fu attirato in
un agguato e ucciso; l'8 ottobre
1991 toccò a Carmine Cipolletta,
legato ai Ruocco; il 19 ottobre 1991
fu ammazzata Elena Moxedano,
moglie di Sebastiano Ruocco, fratello
di Antonio, che rimase ferito;
il 21 ottobre fu la volta di Antonio
Abbatiello, legato ai Di Girolamo;
il 30 ottobre 1991 viene assassinato
Michele Ruocco, zio di Antonio
e Giuseppe Ruocco; a novembre
1991 ci furono due raid contro l'abitazione
di Anna Ruocco, sorella di
Antonio; il 25 marzo 1992 Ruocco,
insieme ad Alfredo Negri, colpì a
morte Annibale Cirillo e Luigi Pirozzi,
legati ai Di Girolamo, di cui,
in particolare Cirillo, aveva preso il
posto; ad aprile 1992 viene ferito il
cognato di Antonio Ruocco, Antonio
Cecere; il 6 aprile fu ferito gravemente
il cugino di Ruocco, Salvatore
Ronga, estraneo al contesto
camorristico; il 4 maggio spedizione
punitiva di un commando
dei Di Lauro all'interno dell'esercizio
commerciale di Biagio Ronga,
zio di Ruocco; il 6 maggio 1992 Biagio
Ronga fu ucciso.
La vicenda più eclatante avvenne
il 18 maggio 1992. Antonio e Giuseppe
Ruocco, Agostino Russo, cognato
dei Ruocco, e Alfredo Negri
ammazzarono all’ingresso del bar
“Fulmine” di Secondigliano, Raffaele
Prestieri, Rosario Prestieri,
Aniello Quarto, Domenico Abbate
e Francesco Murolo e ferendo Antonio
Esposito e Francesco Cimmino.
Per il clamoroso agguato soltanto
Ruocco è stato condannato
con sentenza definitiva. Il 25 maggio
1992, come risposta, fu uccisa
Angela Ronga, madre di Ruocco,
anziana, inerme e non legata a
contesti criminali. Cosicché si scatenò
un'ulteriore reazione da parte
di Ruocco, il quale il 22 luglio
1992 tentò di uccidere Giuseppe
Pezzurro, non riuscendovi, e il 26
successivo colpì a morte Alfonso
Mangiapili e Biagio Pezzurro, fratello
di Giuseppe.
Ancora: il 27 luglio 1992 fu assassinato
Alfredo Negri; il 13 aprile
1993 fu ucciso dai Di Lauro Rocco
Capuozzo, ritenuto responsabile
della morte di Raffaele Prestieri per
aver segnalato la sua presenza ai
Rocco; il 9 maggio Pasquale Capuozzo,
figlio di Rocco, che voleva
vendicare il padre.