sabato 23 maggio 2009

«Così Genny Marino sfuggì ad un agguato mortale»




Perché è nata la faida?
Cosa c’era veramente dietro la
guerra di camorra che ha sconvolto
Napoli e la sua periferia nord? Lo
hanno ricostruito gli investigatori
della Dda grazie alle accuse dei
pentiti della cosca. Paolo Di Lauro,
secondo i collaboratori di giustizia,
non è stato estraneo alle decisioni
assunte dal suo gruppo criminale e
dai suoi figli. Difatti le indagini volte
alla cattura del capo clan hanno
accertato che lo stesso dal settembre
2002 al settembre 2005, data in
cui è stato arrestato, ha vissuto nella
sua roccaforte a Secondigliano
protetto dai suoi affiliati. Anche il
figlio Cosimo, resosi latitante a seguito
del provvedimento del dicembre
2004, veniva arrestato nel
successivo mese di aprile 2005 nella
stessa zona del padre. Non risulta
che prima dell’arresto del figlio
Cosimo, Paolo Di Lauro abbia compiuto
gesti significativi volti a contrastare
le decisioni assunte dai figli,
in particolare da Cosimo, a partire
da quella di uccidere Luigi Aliberti
inteso “Gigino ’o luongo” ucciso
il 29 settembre 2004, affiliato
di spicco che gestiva una ricca
piazza di droga in considerazione
del fatto che nell’agguato in danno
di Aliberti sarebbe dovuto morire
anche Gennaro Marino, altro elemento
di spicco da sempre uomo
di fiducia vicino a Paolo Di Lauro,
come riferito sia dal Giovanni Piana
e Giuseppe Misso. Anzi risulta
che Marino nonostante il mancato
agguato chiese spiegazioni a Paolo
Di Lauro, ma questi disse che
egli non avrebbe contrastato la decisione
presa dal figlio Cosimo che,
quindi, condivideva con il padre le
decisioni. Proprio questo immobilismo
da parte del Paolo Di Lauro,
questo volersi nascondere dietro la
figura del figlio, venne rimproverato
duramente dai suoi affiliati più
fedeli, e ne determinò l’allontanamento
prima e la cruenta reazione
poi, diretta a scalzare il controllo del
Cosimo, il quale voleva dare impulso
ad una gestione sempre più
verticistica e dirigistica del clan secondo
la tradizione propria delle organizzazioni
piramidali, a differenza
di quella gestione orizzontale tipica
del Di Lauro Paolo.