sabato 23 maggio 2009

Faida, Di Lauro chiese la tregua



Fu Paolo Di Lauro a lanciare
la proposta di tregua agli
“scissionisti”, che prima rifiutarono
e poi dissero sì. Lo ha rivelato
il pentito Giovanni Piana, ex affiliato
agli Abbinante, passato insieme
al suo gruppo dal clan di cupa
dell’Arco agli Amato-Pagano
all’inizio della faida. E proprio al
braccio destro di “Rafele ’a vecchierella”
nonché cognato, Cesare
Pagano, il mediatore Salvatore
Lo Russo avrebbe chiesto per conto
di “Ciruzzo ’o milionario” di
aprire una trattativa. Ecco alcuni
passaggi delle sue dichiarazioni,
con la premessa che le persone tirate
in ballo devono essere ritenute
estranee ai fatti narrati fino
a prova contraria.
«Dopo la cattura di Cosimo Di Lauro,
Paolo Di Lauro, in conseguenza
della forte pressione investigativa
e della presenza delle forze
dell'ordine in mezz'all'Arco e per
gli arresti avvenuti, attraverso Salvatore
Lo Russo fece arrivare al
Cesare Pagano la richiesta di una
tregua a cui fu data risposta negativa;
successivamente con l'arresto
di Raffaele Amato, Paolo Di
Lauro fa arrivare una nuova richiesta
di tregua, sempre tramite
“Totore Capitone”, al Pagano. Questi
ci contattò e chiese a Notturno,
a Riccio e a Esposito che si trovavano
con lui a Varcaturo se fossero
d’accordo. In quell'occasione
loro gli dissero che quello che decideva
lui per noi andava bene. Il
Cesare Pagano decise di accogliere
l'incontro per la tregua, nonostante
le resistenze di una parte
degli scissionisti che avevano
subito lutti dolorosi durante la faida
come gli Abete, i Marino ed in
parte anche noi Abbinante. Pagano
pose precise condizioni per la
tregua e, cioè, che agli scissionisti
restasse il territorio della “167”,
di Melito, Mugnano e Casavatore;
mentre i Di Lauro potevano tenersi
la zona di mezz'all'arco, del Terzo
Mondo, del Cassano, della Vinella.
Tali condizioni furono riferite
dal Lo Russo al Di Lauro che le
accettò. Quindi si concordò di incontrarsi
a Miano, zona dei Lo
Russo, ma il primo incontro non
andò a buon fine in quanto per i
Di Lauro non venne un personaggio
di fiducia della famiglia, non ricordo
chi fosse, ma per Pagano
non era sufficiente in quanto lui
voleva parlare con uno della famiglia
Di Lauro. Al successivo incontro
per i Di Lauro era presente
il figlio di Paolo, Nunzio Di Lauro,
mentre per noi erano presenti Cesare
Pagano, Salvatore Cipolletta,
Pasquale Riccio, Giovanni Esposito,
Enzo Notturno; per i Capitone
c'erano Salvatore Lo Russo e
“Lelluccio musso e scigna”, ossia
Raffaele Perfetto. L'accordo fu fatto
nei termini detti».
Piana in quell’occasione parlò anche
dei Prestieri. «Per quanto riguarda
l'anomalia dei Prestieri e,
cioè, che pur essendo rimasti con
i Di Lauro avevano le piazze di
spaccio in piena zona 167 ed abitando
al Monterosa, si decise che
non c'era problema e potevano
mantenere l'Oasi del buon pastore
anche se stava in territorio scissionista.
Questa situazione è precipitata
dopo l'arresto di Paolo Di
Lauro, Infatti i Prestieri che erano
non detenuti, ossia Antonio detto
“o’ nano” e Antonio Pica detto “Beverone”
decisero di passare con
gli scissionisti per continuare nelle
loro attività illecite»