giovedì 21 maggio 2009

In fuga Pagano, il boss incensurato



Tra i latitanti c’è anche
Cesare Pagano, il cognato del boss
Raffaele Amato, ritenuto un personaggio
di spicco nell’organizzazione
criminale, eppure con la fedina
penale completamente pulita. A
parlare di lui è il pentito Giuseppe
Misso “’o chiatto”, durante un interrogatorio
del 7 giugno 2007. «Di
Cesare Pagano ho sentito parlare sia
prima che durante la faida di Secondigliano.
Infatti, il cognato di
Amato Raffaele, era come questi affiliato
al clan Di Lauro, a seguito dello
scontro interno al clan si crearono
due fazioni, una che faceva capo
ai Di Lauro ed in particolare era comandata
in quel periodo da Cosimo
Di Lauro coadiuvato dai fratelli Marco
e Nunzio. Dall’altro lato vi era proprio
Raffaele Amato, detto “’o lello”.
In questo periodo, che sarebbe quello
antecedente alla fase cruenta della
faida, Amato si recò in Spagna da
dove organizzò la scissione e la successiva
vendette nei confronti dei
Di Lauro. Il cognato Pagano, in questo
periodo e successivamente, rimase
quale rappresentante sul territorio
del Napoletano del gruppo
che si era scisso. Il suo ruolo di capo
si delineò in quel periodo. Durante
la faida sia i Di Lauro che gli
scissionisti inviò emissari per chiedere
un appoggio, anche militare,
da parte del clan Misso. Anche perché
in quel periodo il nostro clan era
un clan egemone».