mercoledì 20 maggio 2009

La testa mozzata del cavallo preferito



Antonio Ruocco aveva
tradito e per questo andava punito
nel modo peggiore. Con la vita
e se non ci fossero riusciti avrebbero
ucciso chi gli era vicino. Ma
la prima vittima fu un cavallo al
quale il ras nemico teneva particolarmente.
Lo rapirono e gli mozzarono
la testa che fu esposta a casa
di Peppe “Capececcia”. Un atto
dimostrativo che segue ad altri
dimostrativi ben più gravi. «Vi fu
un primo episodio, riuscimmo a
localizzare Ruocco in un appartamento
di Mugnano e si prepara il
seguente gruppo di fuoco: Raffaele
Abbinante, Enrico D’Avanzo,
Raffaele Amato, Ciro Vitale e Salvatore
Petrozzi - dice Maurizio
Prestieri - Andarono tutti sul posto
muniti di taniche di benzina
per incendiare la casa, cosa che
fecero ma Ruocco di salvò mettendosi
sotto la doccia con l’acqua
aperta». Nella tragedia lo stesso
Prestieri racconta un risvolto tragicomico.
«Quando D’Avanzo esce
dalla casa in fiamme si aspettava
di trovare Abbinante con la macchina
ad attenderlo e vide lui che
già partiva, fortunatamente “Papele”
si accorse che non aveva con
se D’Avanzo e tornò indietro a
prenderlo». Poi c’è l’episodio del
raid contro il cavallo del ras nemico.
«I Di Lauro rapirono un cavallo
al quale Ruocco teneva moltissimo,
gli tagliarono la testa e la
portarono davanti alla casa di Peppe
“Capaceccia”. A farlo furono
Lello Amato, e Vitale detto “il tapezziere”
». La genesi della faida di
Mugnano avvenne nel 1991 quando
Antonio Ruocco, che era il capo
della zona per conto dei Di Lauro,
iniziò a capire che “Ciruzzo”
guardava con favore Gennaro Di
Girolamo detto “’o niro”. Questo
atteggiamento fece andare su tutte
le furie Giuseppe Ruocco che la
sera stessa si armò, andò sotto casa
di Di Girolamo e riuscì ad ucciderlo.
«Venne dai noi Prestieri, essendo
ancora vivo mio fratello Raffaele
che era, come da me già precisato,
il capo assoluto del clan per
le zone della 167 e per i comuni a
nord di Napoli tra cui anche Mugnano.
Vennero Giacomino detto
“a femmenella” e Salvatore De Girolamo.
Per questo decidemmo di
uccidere Ruocco», cosa questa
che non è mai avvenuta.