giovedì 7 maggio 2009

LO SCONTRO TRA GIUSEPPE MISSO E RAFFAELE GIULIANO PROFETIZZATO DA MISSO


Nel suo libro biografia romanzata i leoni di marmo il boss ormai ex della sanita' GIUSEPPE MISSO racconta la sua vita,gli agguati e la guerra con i forcellesi,iniziando a percorrere la sua infanzia,i suoi primi reati insieme a mario,nome di fantasia che in realta' non e' altro che LUIGI GIULIANO boss incontrastato di forcella,oggi collaboratore di giustizia.In questo libro da lui stesso scritto,racconta un episodio molto singolare,quasi futuristico,nel senso che le agenzie di stampa lo hanno battuto solo poche settimane fa,mentre il libro fu scritto una decina di anni fa.L'episodio in particolare e' l'incontro in tribunale e in carcere dopo con RAFFAELE GIULIANO detto (o'zui')fratello di lovegino giuliano,che prima lo schiaffeggia in aula e non contento lo raggiunge di notte in cella massacrandolo di botte.Un episodio molto singolare,visto che entrambi sia GIUSEPPE MISSO che RAFFAELE GIULIANO sono entrambi collaboratori di giustizia e la legge vieta che possano incontrarsi e chiacchierare tra di loro per non scatenare giuste polemiche da parte dei penalisti che si stanno battendo in processi dove i racconti di molti pentiti sembrano uscire dalla stessa bocca.Tornando al libro i leoni di marmo,GIUSEPPE MISSO racconta un episodio dove gia' da allora si puo' capire il carisma e la capacita' nel corrompere e giudicare le persone.Nel libro riporta un episodio,successo in piena guerra coi forcellesi nei primi anni 80,lui e GIULIO PIROZZI sono in un bar di via duomo a sorbire un caffe',all'improvviso entra spavaldo RAFFAELE GIULIANO che nel libro viene chiamato zuzu',si avvicina ai due e gli domanda con aria da padrino come se la passano.Bisogna ricordare che a quei tempi RAFFAELE GIULIANO e appena piu' che 20enne,misso di rimando gli risponde che a loro va sempre bene,mentre andra' sempre male a lui e alla sua famiglia finche' ci saranno loro.RAFFAELE GIULIANO sputa sopra i piedi di entrambi e si allontana a grande velocita' sulla sua moto investendo i pedoni che si trovano a sostare sul marciapiede all'esterno del bar.Giulio Pirozzi addolorato si rivolge a misso e gli domanda per quale ragione lo abbia trattato cosi' visto che e' appena un ragazzino,misso invece gli dice che sbaglia considerarlo tale,e gli dice che oltre che essere maligno il ragazzo ha il volto di quei ragazzini scelti per recitare la parte dell'anticristo nei film,e lo mette in guerdia di non fidarsi mai di o'zui'.Pochi giorni dopo,sempre come raccontato nel libro,RAFFAELE GIULIANO bussa il citofono di GIULIO PIROZZI,e' domenica e pirozzi si trova ancora a tavola con la famiglia,e va a rispondere al citofono mentre stringe tra i denti un boccone di carne.O zui' gli dice che deve fargli una imbasciata urgente,ma che lui non puo' salire visto che il giorno prima aveva fatto un incidente in moto,e aveva la schiena a pezzi,GIULIO PIROZZI si fida e scende sotto il palazzo per sentire cosa gli volesse dire o'zui',ma quando scende non trova nessuno,all'improvviso da una macchina parcheggiata scende un'uomo armato che gli esplode contro numerosi colpi d'arma da fuoco.La sua spregiudicatezza e il fatto che non abbia ascoltato il mio consiglio dira' GIUSEPPE MISSO dopo, lo hanno portato ad un passo dalla morte,la forza della disperazione e la paura diedero la forza a GIULIO PIROZZI seppur ferito di scappare nel palazzo e di chiuderlo con il peso del suo corpo martoriato salvandosi per un soffio.La sua disattenzione e spregiudicatezza lo portarono a ben 11 ore in sala operatoria,un rene tolto,la milza e tanta paura,il boss lo aveva detto o zuzu e come la sua famiglia sporco vigliacco e traditore.............