sabato 16 maggio 2009

Stanato il ras Bernardo Formicola



Era già sparito dalla circolazione da qualche tempo, per cui gli investigatori
non si meravigliarono affatto di non trovarlo a casa. Ma dal 27 febbraio
scorso, quando scattarono le manette intorno ai polsi di 11 altri
presunti affiliati al clan del “Bronx” di San Giovanni a Teduccio, il 32enne
era finito nel mirino degli instancabili seguci della squadra mobile
della questura. Fino a quando, ieri mattina, Bernardino Formicola (figlio
di Gaetano) è caduto nella rete della polizia. Si nascondeva nell’Avellinese
in casa di un parente, denunciato a piede libero per favoreggiamento
personale. Su di lui invece pendono accuse ben più gravi: 416bis
e associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.
Bernardino Formicola, napoletano di San Giovanni a Teduccio, era latitante
in seguito all’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’ufficio
gip del Tribunale di Napoli il 27 febbraio scorso. Il frutto di un’inchiesta
partita da un omicidio e condensatasi sull’attività illecita principale del
clan egemone in via Taverna del Ferro: droga. E di intercettazione in intercettazione,
sia telefoniche che ambientali, i poliziotti della sezione
Omicidi della Squadra Mobile raccolsero indizi consistenti a carico degli
indagati: 17 complessivamente, di cui 5 a piede libero.
Bernardino, che è anche nipote del boss Ciro FORMICOLA (ritenuto il
capo del clan, ma detenuto da anni ed estraneo all’inchiesta), si nascondeva
presso l’abitazione di un parente a Monteforte Irpino, in provincia
di Avellino. Non c’erano altre persone in casa e il latitante non ha
avuto il tempo di tentare una fuga, tra l’altro impossibile visto il servizio
predisposto dal vice questore Pietro Morelli. E’ ritenuto responsabile
di associazione per delinquere di tipo mafioso e di associazione finalizzata
al traffico di stupefacenti.
Il 27 febbraio 2009 fu un colpo durissimo al clan considerato più forte
nell’area orientale di Napoli nel “settore” dello spaccio: i Formicola del
“Bronx” di via Taverna del Ferro, a San Giovanni a Teduccio. Un gruppo
a carattere familiare, alleato ma non “affratellato” con i Mazzarella;
tant’è vero che su 11 ordinanze di custodia cautelare emesse ed eseguite
quel giorno, ben 9 riguardano persone imparentate tra loro. Il capo
dell’organizzazione era Antonio Formicola, figlio del boss Ciro (detenuto
dal 1998 ed estraneo all’inchiesta), con il quale “lavoravano” a stretto
contatto la sorella Assunta e il cognato, Francesco Silenzio. Le accuse
per tutti sono di associazione camorristica mentre solo una parte di
essi risponde di traffico di droga. Ma naturalmente per tutti va sottolineato
il principio della presunzione d’innocenza fino a un’eventuale condanna
definitiva. Così come non per tutti l’impianto accusatorio ha retto
al vaglio del Tribunale del Riesame, che ha riaperto per alcuni le porte
del carcere.