domenica 14 giugno 2009

Arrestato il “ragioniere” di Contini


Lo chiamavano “lo zio” negli anni d’oro del predominio assoluto del clan
Contini su una zona che va dalla Ferrovia ai confini con Secondigliano e
Capodichino. Ma Ciro Mantice, 68enne, cadde in disgrazie nel 2001, quando
venne arrestato per ben due volte in seguito a due distinte inchieste
della Dda napoletana per un vasto giro di riciclaggio di denaro proveniente
dalle attività illecite del clan Contini attraverso attività commerciali
di facciata. È considerato un “colletto bianco” dell’Alleanza di Secondigliano
ed ora è tornato in carcere perché deve scontare un residuo
di pena: 2 anni e 5 mesi di reclusione dopo la condanna definitiva per associazione
per delinquere di stampo camorristico. a Catturarlo nella sua
lussuosissima abitazione di salita Ugo De Fazio, nella zona del rione Amicizia,
da sempre bunker del clan Contini, sono stati i poliziotti del commissariato
di San Carlo Arena, guidati dal vicequestore Sossio Costanzo,
che gli hanno notificato il provvedimento restrittivo emesso dalla Procura
della Repubblica presso il Tribunale di Napoli. Ora “zio Ciro” è rinchiuso
in una cella del carcere di Poggioreale dove sconterà il resto della sua condanna.
Ciro Mantice è da sempre il “contabile” del clan Contini e fino al 2001 era
un personaggio semisconosciuto che però aveva una posizione di assoluto
rilievo per quel che concerne le attività finanziarie del clan di Eduardo
“’o romano”, arrestato due anni fa dopo un decennio di latitanza. E proprio
per questo suo ruolo di grande riciclatore dei proventi di droga, estorsioni,
gioco d’azzardo e prostituzione, “zio Ciro” venne arrestato agli inizi
del 2001 assieme a Antonio Aieta, cognato di Contini, con cui aveva un
rapporto diretto e con cui venne condannato negli anni scorsi a cinque anni
e otto mesi di reclusione per una serie di reati e anche per associazione
camorristica. Anche Aieta, conosciuto come “’o piccirillo”, venne condannato
a 4 anni e 4 mesi di carcere. Ma Ciro Mantice, oltre ad avere l’incarico
di far fruttare i miliardi dei boss, era anche una sorta di manager
del cartello camorristico. Era lui, secondo gli inquirenti, che teneva i contatti
con i legali dei boss detenuti e che si preoccupava di procurare i biglietti
d’aereo quando gli avvocati andavano a colloquio con i loro assistiti
che sono detenuti in penitenziari dell’Italia settentrionale. Lui procurò il
biglietto d’aereo Napoli-Pisa per il 5 agosto del 1998 per consentire a Rita
Aieta di andare a far visita al marito Patrizio Bosti detenuto nel carcere
toscano. Quando nell’agosto del 1998 morì Augusto Contini, padre del
boss, Mantice era in vacanza in Sardegna e incaricò il figlio di recarsi al
funerale e portare le condoglianze alla famiglia. Un ruolo dunque assai articolato,
quello di Mantice, all’interno del gruppo Contini: anche di mediatore
e di consigliere tra i vari componenti del nucleo familiare. Era sempre
“lo zio”, infatti, ad acquistare auto di lusso per i figli del padrino