giovedì 11 giugno 2009

«Così i miei compagni volevamo ammazzarmi»



L’omicidio Moccia nel racconto alla Dda del supertestimone Giovanni
Piana, scampato miracolosamente all’agguato e poi pentitosi. «Alle ore
19 e 15 circa sono stato avvicinato da Ciprio Paolo detto “’o nasone”,
anch’egli affiliato al clan degli “scissionisti” del gruppo Abbinante, il
quale riferiva che mi sarei dovuto recare unitamente al mio compagno,
Moccia Giovanni, da Guido Abbinante, presso l’abitazione di Villaricca.
Io e il Moccia ci siamo recati dal predetto e, dopo aver ricevuto delle
“ambasciate” per un recupero di somme di danaro, ci siamo allontanati.
A questo incontro siamo andati a bordo del mio scooter Honda Sh 300 ed
è proprio mentre eravamo sulla strada di ritorno, siamo stati avvicinati
alle spalle da una autovettura Toyota Yaris con alla guida Carriello
Giovanni, detto “’o brigante”, mentre al lato passeggero si trovava
Esposito Giovanni, detto “’o muort”, entrambi soggetti a me ben noti
poiché anch’essi affiliati al medesimo sodalizio di camorra. È stato
l’Esposito a esplodere diversi colpi di pistola al nostro indirizzo,
attingendo mortalmente il Moccia mentre io sono rimasto leggermente
ferito alla schiena. Non ricordo con precisione l’esatta successione dei
colpi di pistola sparati ma ritengo siano stati esplosi almeno quattrocinque
colpi con una pistola, molto probabilmente calibro 38. Preciso di
essere riuscito a vedere l’autovettura Yaris e i citati occupanti
nell’istante in cui venivano sparati i primi colpi ed il Moccia precipitava
al suolo; in tale frangente mi giravo istintivamente all’indietro
riuscendo a riequilibrare il motociclo». «Ricordo di essere riuscito
miracolosamente a darmi a precipitosa fuga lasciando mio malgrado il
mio compagno esanime sulla strada. Non ho alcun dubbio sulla identità
dei soggetti che vi ho indicato quali autori dell’agguato poiché da me
conosciuti e frequentati da anni visto la comune militanza, così come è
stato assolutamente pretestuoso l’invito ricevuto da Abbinante