venerdì 19 giugno 2009

«Così sono riuscito a mantenere la pace»



Anche Giuseppe Misso
detto “’o nasone”, ultimo pentito
della famiglia di largo Donnaregina,
ha raccontato agli inquirenti della
Dda di Napoli tutto ciò che conosce
sui Sarno, sulla loro ascesa e sui
Mazzarella. «Quando sono stato
scarcerato nel 1999 ho ricominciato
ad organizzare l’attività criminale
del mio clan attraverso l’alleanza
con il clan Mazzarella ed il clan Sarno.
Attorno a questo gruppo orbitavano,
poi, alcuni altri gruppi come i
Russo, i Prinno i quali fornivano comunque
ausilio nelle attività criminali.
Fino alla mia scarcerazione il
mercato della contraffazione era stato
gestito, per lo più, da gruppi criminali
orbitanti all’interno dell’alleanza
di secondigliano e principalmente
dal gruppo di Peppe Ammendola
affiliato a Contini. Per Forcella
operava la famiglia di Peppe
De Tommaso al quale mio nipote
Michelangelo Mazza decise con
una azione di forza, intorno all’anno
2002 se non sbaglio, di togliere
la gestione dei Cd e Dvd per centralizzarla,
prendendosi tutti i guadagni
derivanti da questa illecita attività.
De Tommaso venne a lamentarsi
da me, che ero il referente del
gruppo Mazzarella-Misso-Sarno, peraltro
in quel momento libero, chiedendo
che gli fosse riconosciuta
questa attività che veniva esercitata
da tempo dalla sua famiglia. Mio
nipote Michelangelo si oppose e io
decisi, quindi, di riconoscere ai De
Tommaso solo una percentuale del
ricavato della commercializzazione
di Cd e Dvd. Prima di essere arrestato
nel 2003 io ero riuscito comunque
a far si che anche il mercato
del Cd e Dvd fosse organizzato
in maniera centralizzata e che i
ricavi, poi, fossero divisi tra i tre
gruppi .Gli Introiti di questo mercato
divennero, infatti, man mano
più significativi proprio grazie a
questa operazione che consentì una
diffusione e una distribuzione su base
nazionale di questi prodotti contraffatti.
Si tratta di un mercato che
consente a tantissime persone, centinaia,
vicine al gruppo di lavorare
assicurandosi un guadagno consistente.
Il guadagno netto, tolte tutte
le spese e senza considerare gli
introiti che ricavavano tutti i soggetti
coinvolti nelle operazioni, per
il gruppo si aggirava intorno a 40-
50 milioni mensili. Chiarisco che
questa è una somma minima che
noi cercavamo di ricavare da questo
mercato fermo restando, ripeto,
che ciascun soggetto spesso interi
nuclei familiari che partecipavano
alle operazioni di contraffazione,
spedizione e vendita capillare del
prodotto in tutta Italia guadagnava
introiti consistenti. Si può dire,
quindi, che l’indotto complessivo
del mercato va calcolato in miliardi
di lire mensili. La mia politica, infatti,
che ha consentito al nostro
gruppo di divenire molto potente in
breve tempo è sempre stata quella
di non vessare le famiglie che abitavano
nei nostri quartieri e che orbitavano
attorno ai nostri affiliati e
proprio il mercato dei Cd e dvd consentiva,
proprio come una volta il
mercato delle sigarette, di attirare
persone simpatizzanti e quindi di
porsi in condizioni favorevoli per affrontare
la guerra di camorra in atto
in quel periodo contro l’Alleanza
di Secondigliano. Questo favore al
momento giusto poi si trasformava
in consenso elettorale. Un altro settore
che ho rivitalizzato è quello del
lotto clandestino che affidai, in un
primo momento, a Gennaro Galeota
e Gigino Amodio e successivamente
a Pasquale Gatto