domenica 28 giugno 2009

I Di Lauro hanno rialzato la testa



Mezz’ora dopo la morte
di Antonio Matrullo, nel Rione dei
Fiori, chiamato anche “Terzo mondo”,
bunker del clan Di Lauro a Secondigliano,
unica “piazza” concessa
dagli scissionisti, sono stati
esplosi dei fuochi
d’artificio.
Una manifestazione
di
giubilo che per
gli investigatori
(Squadra
mobile della questura e commissariato
Secondigliano) rappresenta
la conferma all’ipotesi maggiormente
presa in considerazione in
queste pre: il 23enne soprannominato
“’o nano” è morto per una
vendetta del gruppo di “Ciruzzo ’o
milionario”. Audacemente, e forse
per compiere un agguato, il giovane
era andato in territorio nemico
in compagnia di un altro affiliato
agli Amato-Pagano, riuscito invece
a sottrarsi al piombo dei killer.
Le sentinelle potrebbero averli visti,
aprendo così
il fuoco contro
gli incursori. La
tesi, suggestiva
anche se al momento
priva di
riscontri concreti,
è stata formulata dagli investigatori
ai pm della Dda (procuratore
aggiunto Pennasilico, sostituto
procuratore Luigi Alberto Cannavale)
che indagano sull’omicidio di
ieri pomeriggio in piazza Zanar- Poliziotti alla ricerca di tracce che possano incastrare i sicari che hanno fatto fuoco
rapina ad un commerciante ed era finito a Poggioreale
per poi essere liberato solo un anno dopo. Il 26 gennaio
del 2007 invece era passato con gli “scissionisti” per i
quali, con altre persone, custodiva un carico di droga e
di armi. Fu arrestato in una retata ed ha pagato con il
carcere l’imputazione, tornando fuori, anche in questo
caso, dopo pochi mesi. Era considerato a capo della zona
di Arzano al posto dei fratelli Girardi trucidati in un raid
di camorra. Ipotesi queste che al momento sono al vaglio
delle forze dell’ordine che stanno indagando coordinati dai magistrati
della Dda Luigi Alberto Cannavale e Stefania Castaldi. fapos
LA CAMORRA CHE UCCIDE.
AGGUATO POCO DOPO MEZZOGIORNO
IN PIAZZA ZANARDELLI NEL FORTINO
CHE FU DI “CIRUZZO ’O MILIONARIO”
delli a poche decine di metri da via
Cupa dell’Arco. Ed è una delle due
che spiegherebbe la presenza di
Antonio Matrullo in una zona, per
lui, a rischio. L’altra è che sia stato
attirato in una trappola, magari
con la scusa di un appuntamento
d’”affari”. Di certo è inquietante
che i primi poliziotti
giunti a
Secondigliano
abbiano trovato
segatura sparsa
sul luogo del delitto.
Qualcuno
voleva cancellare più tracce possibili,
evidentemente per proteggere
gli amici sicari. E in un territorio
controllato dai Di Lauro, è ovvio
pensare al clan con base in cupa
dell’Arco come responsabile
della morte violenta del 23enne di
Arzano. Gli investigatori della polizia
(dirigente Pisani della Mobile,
vice questore Caruso per il commissariato
Secondigliano) seguono
in particolare una pista, che deriva
dal cambiamento di scenario
susseguente alla grossa operazione
del 1 giugno
scorso. Allora,
appena 48 ore
dopo l’arresto del
boss Raffaele
Amato “’a vecchierella”,
la sua
cosca ha subito un grosso colpo
con circa 80 arresti: non da kappaò,
considerato l’enorme numero
di affiliati a disposizione, ma duro.
E così i Di Lauro avrebbero rialzato
la testa.