giovedì 11 giugno 2009

L'omicidio e' pascaluccio o'curto ripreso dalle telecamere



Registrate dalle telecamere poste all’esterno del bar pasticceria
Mosè, tutte le fasi del mortale agguato nel corso del quale è
stato trucidato cinquantuenne Pasquale Iorio Raccioppoli ed al cugino
Crescenzio. L’importante documento video è stato subito acquisito agli
atti dai carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna (agli ordini del
capitano Orazio Ianniello), giunti sul posto solo pochi attimi dopo la fuga
dei due sicari, che si sono allontanati a piedi, ripercorrendo la strada
attraverso la quale erano sopraggiunti. A sparare, almeno secondo le
prime risultanze investigative, sarebbe stato un solo uomo a sparare,
che per l’occasione ha utilizzato il mitico kalashnikov, che da anni è divenuta
l’arma preferita dei killer professionisti.
Tornando alla ricostruzione dell’afferrato omicidio, questo, è stato studiato
in ogni suo piccolo particolare, senza tralasciare nessuna variabile. Quasi
certamente i sicari, giunti dall’ingresso principale del noto e rinomato
bar, si sono avvalsi non solo della collaborazione di un terzo elemento,
ma certamente di un “insospettabile” specchiettista, che ha segnalato
l’arrivo del noto personaggio malavitoso, che con una sistematicità
unica, giungeva nei pressi del noto locale pubblico, frequentato tra
l’altro, da buona parte della classe professionistica locale. Pasquale Iorio
Raccioppoli, che da anni era noto con il caratteristico nomignolo, poco
prima di giungere al Mosè , era stato visto intrattenersi presso il distributore
di benzina gestito dalla società che fa capo ad alcuni suoi familiari.
Qua l’uomo (che certamente era disarmato), si sarebbe incontrato con
uno dei suoi tanti conoscenti, soffermandosi a parlottare con questi per
alcuni minuti, allontanandosi poi in direzione del bar, dove già era giunto
il cugino imprenditore Crescenzio Raccioppoli, il quale aveva avuto
modo di fermare dinanzi al bar il suo fuoristrada. La cosa certa (e le immagini
in possesso dei carabinieri ne sono la conferma) è che sotto ai gazebo,
seduti ai tavoli in quel momento c’erano decine di clienti, molti
dei quali avevano già terminato la giornata di lavoro. Giunto dinanzi al
bar, Pasquale Iorio Raccioppoli subito intravede il cugino Crescenzo (che
non annovera a proprio carico precedenti di polizia), raggiungendolo al
tavolo che già occupa in fondo al giardino. Passano solo pochi minuti,
appena il tempo di ordinare un caffè e dal nulla appaiono due giovani,
che senza farsi notare si affiancano a Crescenzio Raccioppoli e Pasquale
Iorio Raccioppoli, che probabilmente solo all’ultimo momento si rendono
conto delle intenzioni delle due “ombre funeste”, una delle quali
estrae il micidiale fucile mitragliatore Ak 47, sparando una sventagliata
di colpi contro il noto pregiudicato, che forse solo all’ultimo momento
si rende conto di trovarsi dinanzi a due killer.
Quella prima sventagliata di colpi, oltre a raggiungere la vittima predestinata
(Pascaluccio ’o curt) colpisce anche il cugino (molto più alto di
lui) che resosi conto della situazione, stava cercando di fuggire senza
comunque riuscirci. L’intero raid, dura solo una manciata di secondi
(che per tanti sono sembrati un’eternità), poi i due assassini, certi di
aver svolto bene il compito affidatogli, s’allontanavo, tenendo ben in vista
il fucile mitragliatore che poco prima era servito per uccidere uno
degli ultimi pezzi da novanta della camorra napoletana, che aveva imparato
le regole della malavita, apprendendola da uomini dello spessore
di Carmine Alfieri, Luigi Basile, Antonio Bardellino, Pasquale Galasso
e tanti altri “professori” della camorra napoletana, che per anni hanno
dettato le regole del gioco, riuscendo a sottomere al loro volere non
solo gli uomini del malaffare ma anche quelli delle istituzioni