martedì 9 giugno 2009

Perquisizioni tra i vicoli, caccia a Mariano


Venti perquisizioni domiciliari in meno di una settimana: se non è un record, poco ci manca. E a batterlo, indirettamente, è stato Marco Mariano dei Quartieri Spagnoli: la polizia lo ha cercato con il massimo dell’insistenza possibile a casa e in appartamenti ritenuti nella sua disponibilità o in quella di parenti. Ma inutilmente; per cui il fratello del boss detenuto Ciro “o’ picuozzo” risulta ancora formalmente irreperibile. Non rischia l’arresto, comunque: gli deve essere notificata la sorveglianza speciale per due anni, misura di sicurezza scattata all’atto della scarcerazione dall’istituto penitenziario di Opera. Proprio allora ne ebbe comunicazione orale, ma per essere valido il provvedimento deve finire materialmente nelle sue mani, con tanto di firma per ricevuta. Ecco perché la polizia, incaricata dell’esecuzione della notifica, sta cercando Marco Mariano praticamente dal giorno dopo il ritorno in libertà, comprese le feste di Pasqua e i successivi ponti del 25 aprile e del 1 maggio. Inizialmente gli stessi investigatori (commissariati San Ferdinando e Montecalvario, oltre che Squadra mobile) pensarono a un disguido nel cambio di residenza: ma sui Quartieri Spagnoli né nel luogo da lui indicato, in un’altra città, il 54enne è stato finora trovato. Libero e senza pendenze giudiziarie, con soltanto la misura di sicurezza a carico. Ma per Marco Mariano, scarcerato alla fine di marzo dopo quasi 20 anni di detenzione ininterrotta, in ogni caso è ben poca cosa rispetto al tempo trascorso dietro le sbarre. Nei confronti del napoletano della famiglia dei “Picuozzi”, fratello più piccolo dei detenuti Salvatore e Ciro, i giudici non erano stati teneri. L’unica condanna definitiva per lui era stata per associazione camorristica e non per fatti di sangue: indagato per un omicidio, infatti, fu assolto dal Tribunale di Napoli. Per quell’ipotesi di reato ha anche sofferto un’ingiusta carcerazione preventiva. Le porte dell’istituto penitenziario si sono aperte per lui, per fine-pena, un anno e tre mesi prima del previsto grazie alla strategia difensiva dell’avvocato Massimo Vetrano. Il penalista infatti aveva presentato un’istanza di esecuzione, accolta, alla quale sono stati aggiunti 45 giorni di sconto per buona condotta. Sempre, in tutti questi anni, il 53enne ha tenuto un comportamento irreprensibile dietro le sbarre. Oggi è un uomo libero e ha scritto una lettera al nostro giornale per ribadire di essere estraneo agli ambienti malavitosi dei Quartieri Spagnoli. Nel calcolo della pena da scontare, ha avuto ovviamente rilievo pure il periodo di carcerazione preventiva inflittagli ingiustamente per l’omicidio De Gais, per la cui morte violenta Marco Mariano fu indagato insieme con Salvatore Cardillo detto “Beckembauer”, uno dei ras “scissionisti” che si staccarono proprio dai Mariano. Storie vecchie comunque