domenica 16 agosto 2009

Ecco dove comandano i Sarno



Chi considera i Sarno di Ponticelli come un clan allo sbaraglio sbaglia di grosso.
Il pentimento di Giuseppe Sarno, elemento apicale della storica famiglia
di rione De Gasperi, ha provocato uno scossone, decisamente pesante, ma
non lo sfaldamento di un gruppo criminale, che oltre ad essere radicato a
nord di Napoli, ha allungato i propri tentacoli in buona parte della provincia,
riuscendo ad avere il pieno ed illimitato controllo di Cercola, Massa di Somma,
San Sebastiano al Vesuvio, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Marigliano,
Brusciano, Castello di Cisterna, Volla, Casalnuovo di Napoli, Pomigliano
D’Arco e finanche di Acerra, che oramai può essere definita come
l’ex regno di un gruppo criminale. L’attività prevalente del gruppo criminale
operante a nord di Napoli, in nome e per conto dei cosiddetti “Ponticellari”,
è divenuta quella delle estorsioni, senza comunque tralasciare il traffico
e lo spaccio degli stupefacenti. Per riuscire a rastrellare i soldi necessari a pagare
gli stipendi del folto esercito di gregari, il gruppo del rione De Gasperi
(un tempo capeggiato dal Ciro Sarno, meglio noto come “’o sindaco”, ha
provveduto intessere una fitta rete di rapporti tridimensionali, arruolando
uno stuolo di colletti bianchi, molti dei quali operano all’interno della pubblica
amministrazione, gestendo così la cosa pubblica. Uno dei tanti casi, la gestione
del cimitero consortile di Cercola e comuni limitrofi, affidata ad un’impresa
in odore di condizionamento. Comunque, l’area di gestione dei Sarno,
senza troppo prevaricare si è allargata fino a Pozzuoli, lambendo in qualche
modo la realtà giuglianese, regno di Francesco Mallardo. Tornando alla zona
a nord di Napoli, i fratelli Sarno (Ciro, Vincenzo e Giuseppe), dopo essersi
imposti a Cercola, Massa di Somma, San Sebastiano al Vesuvio (dove un
tempo comandavano i Vollaro), si sono contrapposti energicamente al gruppo
Panico- Perillo (i “summisielli” e “’o cantinieri”) di Sant’Anastasia, dando
vita ad una guerra senza frontiere, che solo grazie all’incisività indagatrice
dei carabinieri del Nucleo investigativo del comando Gruppo di Castello di
Cisterna (quelli agli ordini del colonnello Fabio Cagnazzo), non si è conclusa
in una carneficina senza precedenti. Conquistata Sant’Anastasia, è stato
facile per i Sarno, impossessarsi di Somma Vesuviana scendendo poi a
Marigliano e paesi limitrofi, dove nel frattempo i “Mazzarella” (che un tempo
avevano la loro roccaforte nel quartiere denominato “Le Case Nuove” di
Napoli), avevano organizzato la loro succursale, gestendo anche le estorsioni,
sottratte ai gruppi locali, falcidiati da una serie di misure cautelari. Fatto
il più, il famigerato gruppo dei Sarno è giunto ad Acerra, riuscendo a “mettere”
in ginocchio la vecchia mala nostrana, da tempo orfana di un vero e
proprio capo. Comunque, il pentimento di Giuseppe Sarno resta in ogni modo
un incidente di percorso, che potrebbe subire essere assorbito.