giovedì 17 settembre 2009

De Cicco ucciso per una partita di coca


Una partita di coca venduta dai Mazzarella di San Giovanni a Teduccio ai Sarno di Ponticelli che non è stata mai pagata. E Luigi De Cicco, che negli ambienti di mala di San Giovanni a Teduccio era conosciuto come “capa vacante”, aveva fatto da “contatto” e da garante per quella partita di droga ed è stato punito perché venuto meno alla parola. Anche se non doveva morire. Il sicario che sabato 20 giugno scorso è andato a prelevarlo presso il ristorante dove si doveva svolgere il banchetto di nozze della figlia del 60enne, era stato incaricato dai Mazzarella di “fargli male” ma non di ammazzarlo. E così quando il malvivente lo ha spogliato di oggetti d’oro e dei circa 20mila euro con cui doveva pagare il ristorante poi è andato via ed ha colpito alle spalle De Cicco. Un solo colpo alla coscia destra che doveva essere il “marchio della punizione” ma che ha reciso l’arteria femorale dell’ex contrabbandiere facendolo morire dissanguato in poco tempo. “Capa vacante” ha avuto solo il tempo di chiamare il figlio al cellulare e dire che gli avevano sparato. Poi è svenuto per non riprendersi mai più. Ora gli “007” di polizia e carabinieri che indagano sull’omicidio hanno imboccato la strada giusta e stanno cercando all’interno dello stesso clan Mazzarella, attorno al quale la vittima gravitava da anni, l’assassino di Luigi De Cicco. Resta da capire come i vertici del clan Mazzarella si muoveranno per “apparare il guaio” visto che Alessandro De Cicco, figlio di “Giggino capa vacanta”, è un fedelissimo del baby-padrino Roberto Mazzarella. Insomma, un guaio tutto interno al gruppo di Pazzigno che già ha subito colpi mortali da parte di forze dell’ordine e magistratura con i Sarno che ancora una volta sono usciti vincenti da uno scontro con gli ex alleati di ferro. La vicenda che ha portato alla morte di Luigi De Cicco si è consumata un paio di mesi fa, quando alcuni “guaglioni” del clan Sarno si rivolgono a Luigi “capa vacanta”, ex contrabbandiere e quindi in buoni rapporti con i “ponticellari”, per acquistare una partita di cocaina dai narcos del clan Mazzarella. De Cicco fa da mediatore e anche da garante così la “roba” viene consegnata dopo la “prova qualità”, con la promessa da parte dei Sarno di pagarla al più presto. Ma i soldi non sono mai arrivati. I “ponticellari” dicono che la droga non era buona e che quindi non hanno intenzione di pagare e i narcos del clan Mazzarella chiedono conto a De Cicco. Ma nienet da fare, quei narcos del clan Sarno proprio non vogliono pagare e “capa vacante” si trova in mezzo a due fuochi. Fino a quando decide di tirarsi fuori dalla vicenda, mossa non gradita dai Mazzarella che ordinano la punizione e il “recupero crediti”. E quale occasione più propizia che il matrimonio della figlia di De Cicco, quando l’uomo ha una forte somma di denaro contante con sé. Parte la spedizione punitiva e il 60enne viene prelevato al ristorante di Boscoreale da un “guaglione” che conosceva bene e portato in una zona isolata sul Vesuvio. Qui la “rapina” con la consegna dei soldi e dei gioeielli che De Cicco indossava per l’occasione e poi la punizione per lo “sgarro”: un solo colpo di pistola alla coscia sinistra, sparato da dietro, che ha reciso l’arteria femorale e non gli ha lasciato scampo. Ora gli “007” sono sulle tracce dell’assassino, che si è dileguato anche per paura di una vendetta da parte dei familiari di “capa vacante”