mercoledì 30 settembre 2009

Ecco chi uccise Aliberti e Gitano



A inizio agosto ha deciso
di collaborare con la giustizia,
dopo essersi inizialmente rifiutato,
e già tredici giorni dopo ha raccontato
alla procura antimafia ciò
che sapeva su tre omicidi: quelli di
Vincenzo Aliberti “’o ragioniere”,
Giovanni Gitano e un affiliato ai
Panico soprannominato “Peppe ‘a
capra”, di cui non ricordava le generalità
precise. Tre delitti collegati
solo in un caso alla guerra di
camorra tra i Sarno di Ponticelli e
i Panico “Sommesielli” di Somma
Vesuviana, mentre gli altri due furono
frutto di contrasti interni. Ecco
quanto ha messo a verbale Salvatore
Sarno detto “’o pazzo”, figlio
di Giuseppe “’o mussillo” (e nipote
di Ciro “’o sindaco”, Luciano e
gli altri fratelli). Naturalmente va
precisato che le sue accuse sono
da pochi giorni al vaglio degli inquirenti
(quindi senza ancora gli
eventuali e necessari riscontri) e le
persone tirate in ballo devono essere
assolutamente ritenute estranee
ai fatti narrati fino a prova contraria.
Ecco alcuni passaggi delle
dichiarazioni
rese.
«’O ragioniere
era una persona
che operava
a San Vitaliano
per conto
dei Sarno. Era molto legato a mio
zio Luciano, che gli voleva molto
bene. Quando costui fu ucciso, tutti
i fratelli Sarno erano detenuti. A
volere la sua morte furono Carmine
Caniello e Ciro Esposito “’o tro- Lʼomicidio di Giovanni Gitano a Somma Vesuviana
avendolo saputo dai fratelli e dagli affiliati. Ecco quanto dichiarò
il 16 giugno scorso, riservandosi di parlare in maniera dettagliata
di ognuno degli episodi nei successivi colloqui. «Gli omicidi su cui
posso riferire sono i seguenti: di un tale “Gioacchino”, referente
dei Mazzarella per piazza Mercato; “Ciro”, uomo dei Mazzarella
al Mercato; Pasquale Palermo; Vincenzo Colacicco; Vincenzo
“banana”; Tubelli a Cercola; “padre Pio”; Castiello, cognato dei
“Summesielli” (i Panico di Somma Vesuviana, ndr); Gitano; Luigi
Altamura e figlio; la strage al “Sayonara”; Guido Ottaiano;
Salvatore Cuccaro». lusa
peano”. I killer furono Diego e Giovanni
Gitano. Io, il giorno dell’omicidio,
ero in Spagna e appresi
della notizia telefonicamente da
mia madre. Quando tornai, venni
a sapere da Diego che lui e Gitano
avevano ucciso il “ragioniere” per
una lite provocata da un’estorsione
».
L’agguato mortale ad Aliberti, indirettamente,
causò anche l’omicidio
di Giovanni Gitano secondo
il neo pentito Salvatore Sarno. «Si
venne a sapere che Giovanni Gitano,
assuntore di alcool e stupefacenti,
aveva la cattiva abitudine
di andarsi a vantare in giro degli
omicidi commessi per conto del
clan, non limitandosi a parlarne
con gli appartenenti all’organizzazione.
Ciro “’o tropeano” pertanto
decise di eliminare Gitano, facendolo
uccidere dallo
stesso Diego.
Per come ho potuto
capire dai discorsi
che mi furono
fatti, nell’azione
dovrebbe essere
coinvolto anche un certo “’o russo”
».
Infine, l’omicidio di “Peppe ‘a capra”.
«I sicari furono Sabatino, il figlio
del “principino” e Giovanni Gitano