mercoledì 30 settembre 2009

Forcella, morto il re del contrabbando



Lutto nella famiglia dei Giuliano: è morto Pio Vittorio Giuliano, padre dei
boss pentiti di Forcella. Aveva 80 anni. Figlio di Luigi, a sua volta (come
il padre) ha avuto 11 figli: sei maschi tra cui Luigi, Guglielmo, Raffaele
e Salvatore, e cinque donne, tra le quali Erminia, detta “Celeste”.
Pio Vittorio, insieme ai fratelli Salvatore e Giuseppe si dedicò al contrabbando
di sigarette dando vita negli anni ‘50 al clan Giuliano, di cui
diventò il capo indiscusso. Il padre di “Loigino”, sostituì il primo “re di
Forcella”, cioè il capo dei contrabbandieri, Gennaro Merolla, detto “King
Kong”, il quale, poi, abdicò: Pio Vittorio Giuliano, in pratica, fu il vero
“signore del rione”. Erano trascorsi solo pochi anni da quando gli alleati
erano entrati in città. Era l’ottobre
1943, Forcella diventò il centro
del contrabbando napoletano:
si vendeva di tutto, dalle sigarette
ai liquori, dai cibi in scatola ai “paraschegge”,
parola in codice per intendere
i profilattici. Le cronache
dell’epoca sostennero che tra le
viuzze della Napoli antica “le cose
cambiarono, e la gente pure”. Rispetto
agli altri rioni si rese “necessario” mantenere l’autorità da parte
di un’unica persona che deteneva la borsa nera, controllando il territorio.
Il suo “governo” durò poco meno di un ventennio, fino a quando
cioè non presero il sopravvento i figli: Luigi, detto “’o re”, Guglielmo,
detto “o storto”, Carmine, detto 'o lione (morto nel 2004), Salvatore,
detto 'o montone, Raffaele, detto ‘o zui, che è il più giovane. All’inizio,
l’attività principale fu quella del lotto clandestino, avendo fortemente
osteggiato l’ingresso della droga nei vicoli. Per pochi anni, però.
Nunzio, fratello dei boss, invece, si dissociò dopo la morte per overdose
del figlio: finì nel mirino dei killer nel marzo 2005. Pio Vittorio ebbe
anche cinque figlie: Erminia, detta “Celeste”, Anna, Patrizia Silvana,
Antonietta. Il clan, quindi, a partire dalla fine degli anni ‘70, fino ai
‘90, è stato diretto dai figli di Pio Vittorio Giuliano, con i cugini Ciro
Giuliano e Luigi Giuliano (figli di Giuseppe Giuliano, fratello di Pio Vittorio),
oltre che da Tonino Capuano. Il clan si adoperò per annientare Raffaele
Cutolo, nella prima metà degli anni ‘80, quando si inserì stabilmente
nell'organizzazione detta Nuova Famiglia, messa in piedi con
l’intento di distruggere il “professore” di Ottaviano. Le guerre negli anni
‘90 contro i Contini, i Licciardi i Lo Russo ed i numerosi pentimenti
hanno quasi cancellato questo clan, che oggi vien tenuto
in vita dalla cosiddetta terza generazione. Un clan ricco che
non lesinava nel mostrarlo con matrimoni miliardari con
ostriche, champagne e cantanti. Fecero scalpore all’epoca
la pubblicazione dio foto che ritraevano Diego Armando Maradona
che brindava con alcuni dei fratelli Giuliano. Il conflitto
che sembra poi aver posto definitivamente la parola fine
al clan Giuliano, ha avuto inizio quando, approfittando
dell'assenza dei boss, detenuti o latitanti, alcune giovani leve
hanno cercato di arrivare al potere. Contro di loro si schierarono
zii e cugini, ma anche Michele Mazzarella, giovane figlio del
boss di San Giovanni a Teduccio, Vincenzo, entrato nella famiglia di
Forcella per aver sposato Marianna, figlia di Luigi e di Carmela Marzano.
Inevitabile la spaccatura all’interno dell’organizzazione e soprattutto
all'interno della famiglia. In questo contesto è da inserire l’omicidio
della giovane Annalisa Durante, uccisa per errore il 27 marzo 2004,
in un vicolo di Forcella.