venerdì 4 settembre 2009

Gambizzato, muore in ospedale



Omicidio a Barra: nel mirino dei sicari
un trentaduenne, conosciuto alle
forze dell’ordine, per piccoli precedenti.
La vittima era Franco Bottiglieri
che, secondo gli investigatori,
non sarebbe vicino ad organizzazioni
camorristiche. Il delitto è avvenuto
nel cuore della roccaforte del clan
Aprea, sotto gli occhi di diversi testimoni.
La sparatoria avvenuta intorno
alle 21,15 ha seminato il panico
nella strada. Qualcuno ha chiamato
il “113” per informare la polizia
che c’era stato un ferito. Avvertito
anche il “118” che è giunto sul posto
pochi minuti dopo. Franco Bottiglieri era steso a terra. Sebbene fosse stato
ferito alle gambe le sue condizioni apparivano immediatamente gravi.
Uno o più proiettili potevano avere reciso una delle arterie femorali. L’uomo,
infatti, perdeva sangue in maniera copiosa. Caricato il giovane, l’ambulanza
correva speditamente verso il pronto soccorso del vicino ospedale
Loreto Mare. Pochi minuti dopo il ricovero, il trentaduenne decedeva.
Nel frattempo, le prime Volanti raggiungevano la “scena del crimine”: da un
primo sopralluogo, effettivamente, c’era il riscontro che qualcosa era accaduto:
i poliziotti rinvenivano tracce di sangue. Ricevuta l’informazione
dalla sala operativa che un ferito era stato trasportato dal 118 al Loreto Mare,
la polizia si recava in ospedale. Qualche minuto ancora e in piazza Crocella
si portavano anche gli uomini della Squadra Mobile, in particolare
quelli della sezione omicidi e gli specialisti della Scientifica per i primi rilievi
del caso. Una volta identificata la vittima era possibile ipotizzare ch’egli
uomini, forse due, in sella ad uno scooter, avevano intenzione solo di dargli
una lezione, anche se pesante, sparandogli alle gambe. Insomma, un
avvertimento. Ma, la tragedia si sarebbe consumata poco dopo. I proiettili
hanno, infatti, danneggiato un’arteria. L’uomo è morto dissanguato. Franco
Bottiglieri abitava in via Mastellone, a pochi metri da dove i sicari gli
hanno spezzato la vita. La dinamica, così come ricostruita dalla polizia, sarebbe
stata questa: il trentaduenne era in piazza Crocella quando è stato affrontato
da due persone, con il volto coperto da caschi. Quindi, gli spari e
poi la fuga verso il centro di Barra. Appena dopo l’omicidio sono iniziati i
sopralluoghi negli ambienti dove si incontra la malavita comune. Al momento,
però, come sostengono gli investigatori, non sarebbe emerse importanti
novità per dare una rapida svolta alle indagini.