giovedì 17 settembre 2009

Giuliano contro Cutolo, ecco come


Anche il gruppo di Luigi Giuliano (l’ex ras di Forcella oggi pentito, ndr) in quel periodo compiva omicidi contro i cutoliani. Io mi dedicavo a compiti non di killer, anche quando si trattava di commettere delitti». È un collaboratore di giustizia poco noto e anche quando faceva vita da pregiudicato non compariva quasi mai sui giornali. E invece Pasquale Gatto, napoletano del rione Sanità che nel 2002 entrò a far parte del clan Misso, può vantare un curriculum di tutto rispetto negli ambienti criminali avendoci vissuto per molti anni. Ma soprattutto, ciò che più interessa agli inquirenti, ha avuto contatti con numerose cosche partenopee, come spiega nell’interrogatorio del 23 agosto 2007. Naturalmente va sottolineato, come al solito, che le persone tirate in ballo devono essere ritenute estranee ai fatti narrati fino a prova contraria. «Posso dire di avere iniziato ad avvicinarmi alle organizzazioni camorristiche attraverso Esposito Ciro detto ‘o ceccio, al quale ero legato quale criminale comune perché facevamo insieme dei fili di banca. Esposito Ciro era molto amico di Gennaro Licciardi detto ‘a scigna e quando venne ucciso il fratello Antonio Licciardi. Esposito Ciro si unì al gruppo di Gennaro Licciardi che era una figura molto carismatica, amato da tutti, in grado di organizzare una forte risposta anticutoliana. Infatti il fratello Antonio venne ucciso dai cutoliani che volevano colpire proprio Gennaro ed anzi scambiarono il primo per il secondo». Dopo l’omicidio di Antonio Licciardi, secondo Pasquale Gatto, il clan di Secondigliano serrò le file. «Gennaro Licciardi, in quegli anni, ossia negli anni 80 - 81 era tra i capi delle varie famiglie camorristiche che lottavano contro la Nco di Cutolo, e che egli fu in grado di far unire attorno a lui dopo la morte del fratello. Anche Ciro Esposito e quindi anche io con lui facemmo parte di uno dei gruppi anticutoliani. Gli anticutoliani, erano rappresentati da numerose famiglie camorristiche su territorio di Napoli e provincia, ognuna delle quali con il compito di eliminare gli avversari nella propria zona di riferimento. Esposito Ciro ed io eravamo nel gruppo di Astuto Ciro che faceva capo a Forcella ed a Luigi Giuliano, giacché la nostra zona, ossia quella dei Miracoli, faceva capo a Forcella insieme alla Sanità, al Borgo, a via Foria. Più in generale la federazione degli anticutoliani era composta, dalle famiglie Giuliano, Zaza, Fabrocino, Bardellino, Vollaro, i Cavallari di San Giorgio, Alfano, Cavalcante, e, per quanto riguarda l’area nord di Napoli vi erano i gruppi di Gennaro Licciardi alla Masseria Cardone di La Monica Aniello in mezzo all’Arco, dei Bocchetti un poco prima dei Di Lauro, dei Lo Russo; vi erano poi i Contini, i Mallardo e Costantino Sarno. Vi erano poi anche altri gruppi in altre zone di Napoli e provincia. In questo periodo anche il gruppo che faceva capo ad Astuto Ciroed a Luigi Giuliano compiva omicidi contro i cutoliani oltre ad altri reati; io ero molto giovane e mi dedicavo a compiti non di killer ma di tipo secondario, anche quando però si trattava di commettere omicidi». Sui Licciardi Gatto ha ricordato un episodio particolare. «Dopo la morte del Principino, ci recammo da Pierino Licciardi o’fantasma per le condoglianze che facemmo nell’ufficio di Penniello Giovanni in vico Campanile ai Miracoli, e ci mettemmo a disposizione di Pierino. Egli ci chiese se avevamo delle armi da dare ad una sua persona. Fu così che demmo a Trambaruolo Gennaro due pistole 9x21».