giovedì 17 settembre 2009

I pentiti: «Lotto G fortezza del clan


Che il lotto G sia da tempo diventato il quartier generale degli scissionisti lo dicono i collaboratori di giustizia. Antonio Pica il 27 febbraio scorso ha dichiarato: «Sulle case dove ci riunivamo nel lotto G non portavamo armi, ma i ragazzi che facevano le vedette sotto al Palazzo erano armati. Sia io che mio cugino andavamo sempre disarmati. Che i fratelli Bastone si curavano di questi aspetti della sicurezza del lotto G mi fu confermato dal fatto che un giorno che il citofono si ruppe. Cesarino disse ai Bastone di farlo aggiustare, in quanto erano loro che conoscevano la persona che lo aveva istallato». Mentre Antonio Prestieri durante la verbalizzazione dell'11 giugno riferiva che: «Nel lotto G a Scampia, di recente si è aperta un'altra piazza di spaccio è precisamente si è aperta nell’estate 2007. In detta piazza si vendono tutte le sostanze stupefacenti ed in particolare eroina, cocaina, kobrett, marijuana ed hashish. Detta piazza su incarico di Domenico Pagano detto Mimì, fratello di Cesare Pagano, è stata affidata alla gestione dei fratelli Bastone e precisamente Antonio e Giuseppe. Non posso riferire dei rapporti precisi tra i Pagano ed i Bastone. I fratelli Bastone hanno anche un altro fratello più piccolo, di cui però non ricordo il nome e che opera insieme a loro». Analogamente il collaboratore Giovanni Piana nel verbale del 28 marzo 2008 evidenziava che: «Ho appreso queste circostanze in più occasioni in quanto mi sono recato personalmente, e spesso con mio cognato Pasquale Riccio e Giovanni Carriello, all’interno di una casa sita nel lotto G dove solitamente si riunivano Cesare Pagano, Carmine Amato ed altri affiliati al clan, in quella occasione vi erano nella casa anche i fratelli Bastone, ossia Lello e Peppe».