mercoledì 30 settembre 2009

Sarno, si pentono il capo e 4 affiliati





Il clan Sarno è caduto
sotto il peso dei pentiti. Ieri in un
colpo solo il pubblico ministero
della Direzione distrettuale antimafia
di Napoli, Vincenzo D’Onofrio,
ha depositato in Corte d’Assise
le dichiarazioni di cinque
nuovi collaboratori di giustizia,
ex boss della camorra di Ponticelli
che da alcune settimane
hanno deciso di passare dalla
parte dello Stato, motivati dalla
clamorosa decisione di Giuseppe
“’o mussillo”, ex padrino che
di punto in bianco ha voluto stravolgere
in positivo la sua vita. Da
allora il via alla nuova stagione
dei pentimenti.
Così come fu per i Misso e prima
ancora per i Giuliano, adesso anche
i Sarno sono praticamente
stretti all’angolo dalle dichiarazioni
di quelli che prima erano i
capi e adesso sono diventati dei
pentiti e di sicuro, come probabilmente
accadrà, non saranno
gli ultimi. Oltre a Giuseppe Sarno
e Carmine Caniello, il primo
capoclan, il secondo fidato killer
reo-confesso, ha deciso di dare
una svolta alla sua vita anche Ciro
Sarno detto “’o sindaco”, così
soprannominato per la sua capacità
organizzativa all'interno della
cosca e anche per la circostanza
che fosse lui a decidere
l'assegnazione delle case popolari
della zona orientale di Napoli.
Il boss incontrastato della cosca
ha firmato il suo primo verbale il
6 agosto scorso, un mese dopo la
scelta del fratello che aveva deciso
di raccontare tutta la verità
sulle strategie criminali del clan
diventato nel giro di pochi mesi il
più potente di Napoli con una serie
di alleanze
strategiche
in
tutta la città.
Oltre al
“sindaco”,
altro nome
è quello di
Salvatore Sarno, suo nipote e figlio
di Giuseppe. Il giovane era
finito in carcere dopo il pentimento
del padre per il reato di intralcio
alla giustizia. Faceva parte
di quel gruppo di giovani rampolli
che voleva a tutti i costi impedire
a Giuseppe di “sfasciare”
la cosca e non usava mezzi termini
per cercare di convincere i
genitori. Anche lui alla fine ha ceduto
ed ha deciso di pentirsi.
Stessa decisione anche per Raffaele
Cirella, cognato del pentito
Davide Montefusco, Salvatore
Giordano e Mariano Lanza: i tre
sono stati arrestati in diverse operazioni
e alla fine hanno deciso di
rivolgersi ai magistrati per evitare
probabilmente di passare una
vita intera in carcere stretti dalle
accuse incrociate di metà clan.
Il processo nel quale sono state
depositate le prime dichiarazioni
è quello
in Corte
d'Assise
dove sono
alla sbarra
alcuni
esponenti
di spicco
della cosca di Ponticelli. Era la
guerra tra i Sarno e Panico per il
controllo di Sant'Anastasia. Alcuni
degli imputati, tra i quali Caniello,
hanno deciso di pentirsi, e
adesso racconteranno in aula la
loro verità.